Truffe telefoniche, nuova ondata di chiamate da Grecia e Romania
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Redazione Economia
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I telefoni degli italiani, in queste ultime settimane, non conoscono tregua, costantemente interrotti da squilli brevi e misteriosi che lasciano il segno solo nei registri delle chiamate. Provenienti da numeri con prefissi internazionali, che spaziano dal Regno Unito alla Grecia fino alla Romania, queste telefonate lampo rappresentano l’evoluzione di un fenomeno criminale sempre più sofisticato. L’intento di chi le genera, come è emerso dalle numerose segnalazioni che stanno riempiendo i forum e le pagine delle forze dell’ordine, è duplice: da un lato, si punta a testare la prontezza della potenziale vittima, dall’altro, si spera in un impulso incontrollato a richiamare. È proprio in quel gesto, apparentemente innocuo, che si cela il pericolo maggiore, poiché si rischia di cadere nella trappola classica del “Wangiri”, una frode che in pochi secondi può consumare tutto il credito residuo o, in scenari più complessi, aprire la strada a un vero e proprio drenaggio di informazioni personali e bancarie.
I prefissi sotto accusa e il meccanismo della frode
Sebbene i numeri possano apparire, a un esame superficiale, del tutto legittimi, quelli che iniziano con +30, +40 o +44 nascondono quasi sempre una finalità illecita. Molti di essi, dopo aver squillato appena una volta, si disconnettono volontariamente, generando una curiosità che può rivelarsi fatale. Altri, invece, una volta risposti, restano in un silenzio innaturale, oppure riproducono una voce registrata che, con pretesti vari, tenta di estorcere dati sensibili. Il meccanismo, per quanto semplice, si dimostra purtroppo efficace, soprattutto quando va a colpire quelle persone meno avvezze alle dinamiche digitali, le quali, vedendo un numero estero sul display, potrebbero pensare a una chiamata persa di un familiare o a una comunicazione lavorativa urgente.
Le contromisure e il ruolo dell’Agcom
Di fronte a questa impennata di tentativi di frode, le autorità non sono rimaste a guardare. L’Agcom, in particolare, ha attivato dei filtri anti-spam che, stando ai primi bilanci, hanno già intercettato e bloccato decine di milioni di chiamate indesiderate in un lasso di tempo molto breve. Questi sistemi, che operano in maniera silenziosa, costituiscono una barriera fondamentale, sebbene non infallibile, contro un fenomeno che sfrutta la globalizzazione delle reti per i propri scopi illeciti. È bene, tuttavia, che gli utenti non abbassino la guardia, adottando in prima persona una serie di comportamenti prudenti che possono fare la differenza.
Come proteggersi dalle chiamate malevole
La prima e più semplice regola da seguire è quella di non rispondere mai a numeri sconosciuti che provengono dall’estero, e di resistere assolutamente alla tentazione di richiamarli, anche per capire chi fosse. Alcuni operatori, poi, mettono a disposizione delle funzioni di blocco diretto per determinate numerazioni internazionali, che possono essere attivate tramite l’apposita app o contattando il servizio clienti. Altri, ancora, consigliano di installare applicazioni di terze parti, le quali, grazie a un database costantemente aggiornato, sono in grado di identificare e segnalare in tempo reale i numeri segnalati come pericolosi. Una certa dose di scetticismo, infine, rimane l’alleato più prezioso: diffidare di qualsiasi comunicazione non richiesta, che sia essa una telefonata o un messaggio, è il primo passo per non cadere in trappole sempre più articolate.




