Mercato Roma, l’idea Pulisic e la strategia dei Friedkin tra plusvalenze e sogni americani
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Redazione Sport
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Il silenzio che avvolge solitamente gli spogliatoi nel mese di giugno, rotto soltanto dal ritmo delle Nazionali impegnate tra Mondiali e qualificazioni, viene puntualmente violato dalle voci di mercato. A Roma, in particolare, il fermento è massimo. Mentre i giallorossi si preparano a festeggiare il ritorno in Champions League (un traguardo che mancava da sette stagioni) e l’avvicinarsi dell’anno del centenario, la proprietà Friedkin ha dato mandato al nuovo direttore sportivo, Tony D’Amico, di costruire una rosa all’altezza delle aspettative di Gian Piero Gasperini.
L’allenatore, che ha ereditato un progetto ambizioso, guarda soprattutto al reparto offensivo: l’obiettivo dichiarato è un esterno d’attacco capace di fare la differenza, e se da un lato il nome di Mason Greenwood (classe 2001 del Marsiglia) resta il sogno proibito in cima alla lista, dall’altro emerge con sempre maggior forza una suggestione che sa di scenari globali e di strategie di marketing, ovvero Christian Pulisic.
L’affare americano, la clausola e la fumata grigia sul rinnovo
Christian Pulisic, attualmente impegnato negli Stati Uniti per il Mondiale casalingo (dove l’esordio contro il Paraguay ha mostrato la solita sostanza, ma anche qualche acciacco fisico che ne ha limitato l’azione nel secondo tempo), rappresenta molto più di un semplice vice Greenwood per i vertici del club capitolino. L’ala destra rossonera – o meglio, il “Pulisic” che può svariare su tutto il fronte offensivo – è un giocatore che piace tecnicamente a Gasperini, ma che affascina anche la proprietà per il suo peso specifico nel mercato nordamericano.
Il nodo da sciogliere, tuttavia, è complesso: il classe 1998 è legato al Milan fino al 2027, con un’opzione di rinnovo in favore del club per un’altra stagione (il 2028) che i rossoneri potrebbero esercitare per blindarlo. Nonostante ciò, la sensazione è che l’accordo per il prolungamento (il Milan gli avrebbe offerto un contratto fino al 2030) sia in forte stallo. L’assenza di una dirigenza definita in casa Milan – e l’aria di incertezza che aleggia sui piani tecnici – complica ulteriormente le trattative, lasciando spazio agli inserimenti altrui.
Dal canto suo, l’entourage del giocatore avrebbe già sondato il terreno con la Roma, attratto in primis dalla prospettiva di tornare a giocare la massima competizione europea. Un fattore, quello della Champions League, che pesa come un macigno sulla bilancia: mentre i rossoneri proveranno a riconquistare un posto che quest’anno è sfumato, la Roma offre già un palcoscenico di primo livello. Sul piano economico, però, l’operazione non è semplice.
La valutazione di partenza del Milan si aggirerebbe intorno ai 35-45 milioni di euro, una cifra importante che rientra nei ragionamenti della dirigenza giallorossa ma che non rappresenta una priorità assoluta, almeno per il momento, se paragonata agli ingenti investimenti richiesti per Greenwood. Lo stipendio di Pulisic, circa 4 milioni netti a stagione, sarebbe invece perfettamente allineato con i parametri salariali attuali della squadra di Gasperini.
L’agenda di D’Amico, la clausola Uefa e i sacrifici in vista
Per capire la reale fattibilità dell’affare Pulisic, bisogna necessariamente partire dal lavoro che attende il nuovo ds Tony D’Amico. Il dirigente abruzzese, che ha iniziato il suo incarico da pochi giorni e che fino al 1° luglio avrà un’operatività limitata (senza potere di firma sulle offerte, delegato al CFO), ha un’agenda fitta di impegni immediati.
La priorità assoluta, prima ancora di pensare agli acquisti, è la gestione del Settlement Agreement con la UEFA: entro il 30 giugno la Roma deve generare plusvalenze per circa 50 milioni di euro per rispettare i parametri imposti. Questo significa che, inevitabilmente, qualche pedina importante dovrà essere sacrificata. In tal senso, i nomi caldi per la partenza sono quelli dell’argentino Matias Soulé (valutato tra i 35 e i 40 milioni e finito nel mirino di Aston Villa e Borussia Dortmund) e del difensore Evan Ndicka.
Altre cessioni, come quella di Koné, sono monitorate costantemente per arrivare alla cifra richiesta dalla Uefa entro la scadenza di fine mese.
Solo una volta risolta questa grana, D’Amico potrà concentrarsi a pieno regime sugli arrivi. E qui il panorama si fa più chiaro ma anche più competitivo. Gasperini ha chiesto sei punte per la prossima stagione, due per ruolo, e l’obiettivo è alzare il tasso qualitativo della trequarti.
Al momento, Greenwood resta la priorità assoluta per l’esterno destro: il Marsiglia chiede una cifra che si aggira tra i 55 e i 60 milioni (il 40% della rivendita andrebbe al Manchester United), ma la Roma sta lavorando a una formula alternativa, come il prestito oneroso con obbligo di riscatto fissato intorno ai 45 milioni. L’inglese avrebbe già dato la sua disponibilità al trasferimento nella Capitale, grazie anche a un ingaggio offerto di 4.5-5 milioni.
Solo dopo aver definito questa posizione – o eventualmente in caso di fallimento della trattativa – si aprirebbe realmente la corsa a Pulisic. Un eventuale doppio colpo, per quanto affascinante, appare al momento una chimera finanziaria, vista l’ingente spesa complessiva. Tuttavia, la situazione rossonera è fluida e in continua evoluzione, e la Roma resta alla finestra per approfittare di qualsiasi cedimento di “Capitan America”.




