Medici in calo, la Valle d’Aosta perde il 14% in dieci anni
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Redazione Esteri
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La Valle d’Aosta ha perso il 14% dei medici in servizio nell’arco di un decennio, passando da 344 dirigenti medici nel 2015 a 295 nel 2024. Il dato emerge dallo studio decennale del Centro Studi Anaao Assomed sulla dirigenza medica ospedaliera, che analizza l’evoluzione del personale sanitario nelle diverse regioni italiane.
Il calo dei medici ospedalieri e il confronto tra territori
L’analisi descrive una sanità italiana caratterizzata da dinamiche differenti tra aree del Paese. Secondo il rapporto, mentre il Centro-Nord registra una crescita del numero di medici, diverse realtà del Mezzogiorno devono affrontare una riduzione degli organici e difficoltà nel ricambio dei professionisti. La Valle d’Aosta rappresenta un’eccezione all’interno del quadro settentrionale, con una diminuzione che la colloca tra le regioni con la contrazione più marcata insieme a Basilicata e Molise.
Lo studio prende in considerazione il periodo compreso tra il 2015 e il 2025 e analizza le trasformazioni della dirigenza medica ospedaliera attraverso pensionamenti, nuove assunzioni, dimissioni volontarie e spostamenti dei professionisti. Il quadro che emerge riguarda un sistema sanitario alle prese con il ricambio generazionale e con una crescente mobilità dei camici bianchi, elementi che incidono sulla capacità delle strutture pubbliche di mantenere gli organici necessari.
Dimissioni volontarie e difficoltà nel trattenere i professionisti
Tra gli aspetti evidenziati dall’analisi c’è il peso crescente delle dimissioni volontarie dei medici, un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche del Servizio sanitario nazionale. Il problema non riguarda soltanto la sostituzione dei professionisti che raggiungono la pensione, ma anche la capacità delle strutture di conservare chi decide di lasciare anticipatamente il lavoro ospedaliero.
Anaao Assomed sottolinea che i concorsi non rappresentano più l’unico elemento decisivo per affrontare la carenza di personale: accanto al reclutamento diventa centrale la possibilità di rendere più stabile la permanenza dei medici negli ospedali. La difficoltà di trattenere specialisti si riflette sulle attività quotidiane del servizio pubblico, dalle liste d’attesa all’organizzazione dei pronto soccorso fino all’assistenza sul territorio.
La richiesta di interventi per la sanità pubblica
Il sindacato della dirigenza medica ha portato il tema della perdita di professionisti all’attenzione delle istituzioni regionali, chiedendo interventi capaci di affrontare il problema oltre la gestione delle emergenze. La riduzione degli organici viene collegata alle difficoltà operative che molte strutture sanitarie incontrano nel garantire continuità e qualità dei servizi.
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