Diamond League a Rabat, la notte dei record: Coiro nella storia, Ruppert abbatte il muro degli otto minuti

Diamond League a Rabat, la notte dei record: Coiro nella storia, Ruppert abbatte il muro degli otto minuti
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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’atletica leggera, nelle serate di grande talento e competizione internazionale come quella andata in scena ieri allo stadio Olimpico di Rabat per la terza tappa della Diamond League 2026, regala spesso scenari capaci di ribaltare le gerarchie stagionali o, quantomeno, di imporre nuovi nomi all’attenzione generale.

E se l’apoteosi finale è stata, inevitabilmente, per l’eroe di casa Soufiane El Bakkali – accolto da un boato del pubblico quando ha lanciato l’allungo decisivo nei 3000 siepi –, la cronaca della serata, al netto della coreografia marocchina, porta con sé due firme pesantissime per il continente e per l’Italia.

Da un lato il tedesco Frederik Ruppert ha polverizzato un record che sembrava destinato a resistere ancora a lungo, diventando il primo europeo della storia a scendere sotto i fatidici otto minuti nella corsa con le barriere d’acqua; dall’altro, e per restare in ambito nazionale, la romana Eloisa Coiro ha stampato un personale che la proietta direttamente nell’Olimpo delle mezzofondiste azzurre, riscrivendo le liste di sempre di una specialità, gli 800 metri, che da decenni non vedeva un’azzurra così veloce.

L’impresa di Ruppert all’ombra di El Bakkali

Soufiane El Bakkali, due volte oro olimpico (a Tokyo e Parigi) e due volte iridato, ha confermato ancora una volta il suo dominio assoluto sul giro lungo ad ostacoli, trionfando in 7’57”25 per la quinta volta consecutiva davanti al suo popolo e siglando la terza miglior prestazione mondiale stagionale della serata.

La sua gara, controllata e poi chiusa con un cambio di ritmo devastante nel finale, è sembrata quasi la sceneggiatura perfetta per esaltare un pubblico in delirio. Tuttavia, a rubare la scena sul piano statistico e storico è stato proprio chi gli è rimasto alle spalle.

Il 29enne Frederik Ruppert, che già dodici mesi fa aveva corso in 8’01”49 sulla stessa pista, ha operato un salto di qualità abissale, fermando il cronometro sul 7’57”80.

Con questo tempo, il tedesco ha demolito il precedente primato continentale che apparteneva al francese Mahiedine Mekhissi (8’00”09, risalente al lontano 2013), abbattendo finalmente quel muro psicologico degli otto minuti che per l’Europa rappresentava l’ultima frontiera.

Il suo miglioramento, di oltre tre secondi e mezzo sul personale, parla di un lavoro invernale certamente metodico e finalizzato a questo specifico obiettivo, come lui stesso ha lasciato intendere subito dopo la gara, parlando di una “spinta incredibile” ricevuta dal calore del pubblico marocchino, perfino nel ruolo di “avversario” del beniamino locale.

Eloisa Coiro, seconda italiana di sempre: una crescita inarrestabile

Spostando l’attenzione sulla pedana e sulle prestazioni azzurre, il verdetto della notte è stato sorprendentemente positivo nonostante nessun italiano sia riuscito a salire sul podio nelle rispettive specialità.

A brillare, in particolare, è stata Eloisa Coiro nella gara regina dei 400 metri (dove ha già corso in 51.79 quest’anno) e degli 800 metri. L’azzurra delle Fiamme Azzurre, al debutto stagionale all’aperto sulla sua distanza preferita, ha stampato un personalico di 1’58”42 che vale doppio.

Innanzitutto, perché migliora di ventidue centesimi il crono ottenuto proprio a Rabat nell’edizione 2025 (1’58”64); in secondo luogo, e qui sta il dato più rilevante per il movimento italiano, perché questa prestazione la rende la seconda italiana di sempre sulla distanza, scavalcando Elisa Cusma (1’58”63) nell’eterna classifica nazionale alle spalle della mitica Gabriella Dorio, il cui primato di 1’57”66, stabilito nel lontano 1980, resta ancora saldamente al comando.

Pur giungendo nona in una gara ad altissima densità (vinta dalla svizzera Audrey Werro in 1’56”56), Coiro ha mostrato una gestione della corsa intelligente, passando alla campana in 57”18 e tenendo un ritmo sostenuto che lascia ben sperare per i prossimi impegni europei o per il Golden Gala di giovedì sera a Roma.

Pernici si difende sugli 800, Fabbri ritrova la misura nel peso

Non solo Eloisa Coiro nel mezzofondo: anche Francesco Pernici ha offerto una prestazione di livello assoluto, sebbene concluso anch’egli al nono posto nella gara maschile degli 800 metri.

Il 23enne bresciano ha fatto registrare un crono di 1’44”40, dimostrando sostanza e acume tattico in una corsa letteralmente dominata dal britannico Max Burgin, sceso addirittura a 1’42”98, e che vedeva ai nastri di partenza il campione olimpico keniano Emmanuel Wanyonyi.

Spostandosi nel settore dei lanci, Leonardo Fabbri – reduce dai tre nulli di Xiamen – ha ritrovato continuità e confidenza con il cerchio di getto, piazzandosi quinto con la misura di 21.42 metri.

Il fiorentino, campione europeo in carica, ha costruito la sua gara in crescendo dopo un avvio timido (19.54 e 20.55), riuscendo a centrare la miglior prova di giornata al quarto tentativo prima di chiudere con un nullo per un eccessivo sbilanciamento. La superiorità dello statunitense Joe Kovacs (vincitore con 22.

58) è apparsa netta, ma il passo avanti rispetto alla tappa cinese è un segnale positivo in chiave rassegne continentali e mondiali. Zaynab Dosso, al contrario, ha vissuto una serata complicata sui 100 metri, dove ha chiuso settima con un alto 11.25, mentre Ayomide Folorunso ha preso confidenza con la stagione sui 400 ostacoli fermandosi al settimo posto in 55.25 dalla corsia più esterna.

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