Nicolò Bulega da record: 14° successo di fila in superbike e quel primato che era di Toprak
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Redazione Sport
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Il conto delle vittorie consecutive, nella sua implacabilità matematica, si è fermato a quattordici. Nicolò Bulega, il pilota emiliano del team ufficiale Ducati, ha scolpito il proprio nome nel libro dei primati della Superbike imponendosi in gara-1 sul circuito del Balaton Park, dove nessuno – a onor del vero – è riuscito a stargli davanti nemmeno per un istante. Quella che era iniziata come una striscia di successi quasi silenziosa, accumulata gara dopo gara tra il finale della scorsa annata e l’inizio di questa, ha così superato di un’unità il muro dei 13 trionfi consecutivi che apparteneva a Toprak Razgatlioglu, un record che sembrava destinato a resistere ancora a lungo.
Una superpole da manuale, con bandiere gialle a fare da sfondo
Le qualifiche ungheresi, occorre dirlo, non sono state prive di ostacoli. Una scivolata di Danilo Petrucci nel finale ha costretto i commissari a esporre le bandiere gialle, congelando di fatto ogni tentativo di miglioramento. Ma Bulega, in verità, aveva già messo al sicuro la pole position nei primi minuti della sessione, quando la gomma morbida era ancora nel box e il suo 1’39”094 – nuovo giro veloce della pista – parlava già un linguaggio inarrivabile per gli altri. Il compagno di squadra Iker Lecuona, che nelle prove libere aveva mostrato un passo tale da far pensare a un vero duello interno, ha invece dovuto fare i conti con alcuni problemi tecnici che lo hanno relegato a fondo classifica: per lui, alla fine, la quinta casella di partenza, poi trasformata in ottava a causa di una penalità raccolta proprio in quelle stesse qualifiche.
Lecuona e la frustrazione, Bulega e l’imbattibilità
La tensione nel box Ducati, se mai c’è stata, si è sciolta in fretta. Il confronto diretto tra i due è evaporato tra le urla di disapprovazione dello spagnolo, che su questo tracciato – un toboga asfaltato ritenuto alla vigilia insidioso per il leader del campionato – aveva dimostrato di potergli dare del filo da torcere. E invece, quando ha contato, Bulega ha piazzato la zampata: la sua tredicesima Superpole in carriera (quinta consecutiva, se si sommano le quattro di questa stagione a quella finale del 2025 a Jerez) è stata un riassunto perfetto del suo momento di forma. Lecuona, dal canto suo, non è riuscito a trovare un giro pulito, e la frustrazione per l’occasione persa – tecnica o umana che fosse – è parsa evidente.
Quattordici e non sentirli: il record assoluto è servito
La striscia, a questo punto, non finisce più. Sono quattordici i successi consecutivi considerando le ultime quattro gare del 2025 e le prime dieci di questo 2026, un campionato nel quale l’emiliano sta dominando ogni sessione che conta. Al Balaton Park, dove nelle libere sembrava in difficoltà e sempre dietro a Lecuona, Bulega ha ribaltato il copione nel momento decisivo: la zampata in Superpole, il giro perfetto, e poi la gara gestita senza patemi. Il record di Razgatlioglu – quei 13 successi di fila ottenuti nella passata stagione – è stato polverizzato con la freddezza di chi ormai considera l’imbattibilità non un’eccezione, ma una consuetudine. Per il resto del paddock, la domanda non è più se qualcuno riuscirà a batterlo, ma quando.




