Lotta per la sopravvivenza a Gaza
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Redazione Esteri
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Gli abitanti di Gaza, stremati da fame e violenze, si precipitano a raccogliere i sacchi di farina caduti dai camion carichi di aiuti umanitari al loro arrivo nel sud della Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah.
La crisi alimentare
Secondo il ministero della Sanità di Gaza, la grave carenza di cibo a Gaza ha ucciso 27 persone a causa della malnutrizione e della disidratazione, la maggior parte delle quali bambini. "Vivere qui ormai è una lotta senza fine. I miei figli non hanno più un'infanzia e il ricordo dei tempi felici è insopportabile", dice un residente.
La vita quotidiana
La vita dei palestinesi nella Striscia di Gaza è diventata una lotta continua. Per salvarsi dagli attacchi prima di tutto. Ma anche per recuperare cibo e acqua potabile e fare piccole cose quotidiane, come cambiarsi i vestiti o accedere a servizi igienici e bagni. “Siamo stati costretti a evacuare diverse volte e la mia casa è distrutta”, racconta una manager di Oxfam che si trova nel sud della Striscia.
Il pane e le bombe
Per trovare qualcosa di simile bisogna tornare alle foto in bianco e nero di Arromanches, Normandia. A metà strada fra Omaha e Sword Beach, è dove gli Alleati costruirono un porto galleggiante per alimentare con uomini e mezzi la testa di ponte dello sbarco del 6 giugno 1944. Nel porto che gli americani ora vogliono costruire davanti a Gaza, il verbo sfamare definisce meglio l’obiettivo della missione.
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