Trump all'ONU: la sfida al multilateralismo tra polemiche e incidenti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'intervento di Donald Trump all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è trasformato in un attacco frontale ai principi del multilateralismo. A poche ore di distanza, il presidente francese Emmanuel Macron ha offerto una replica netta, difendendo l'istituzione e mettendo in guardia dalla legge del più forte, in una chiara contrapposizione di visioni del mondo.

Un tono di sfida e la replica di Macron

Trump ha utilizzato il suo discorso per una lunga arringa contro l'istituzione che lo ospitava. Macron, intervenendo successivamente, ha difeso con forza le Nazioni Unite, affermando che i suoi "critici più severi siano coloro che vogliono cambiare il nome del gioco" per desiderio di dominare. Ha sottolineato la necessità di evitare che prevalga "il principio del 'più forte'".

L'incidente della scala mobile e l'"Escalatorgate"

L'acredine è emersa anche in episodi minori. Prima del discorso, un guasto ha bloccato la first lady Melania Trump su una scala mobile. L'incidente, ribattezzato "Escalatorgate", ha provocato la reazione sarcastica di Trump, che ha ironicamente ringraziato l'ONU per le "due cose che ho ricevuto: una scala mobile e un gobbo guasti". La Casa Bianca ha avviato un'indagine formale sul malfunzionamento.

Le affermazioni controverse sulla politica estera

Sul piano politico, il discorso ha confermato la linea nazionalista di Trump, caratterizzata da affermazioni in netto contrasto con i fatti. Ha vantato, ad esempio, di aver "messo fine a sette guerre", una dichiarazione che stona con l'incapacità di onorare promesse cruciali come la risoluzione del conflitto in Ucraina o della crisi a Gaza.

La frattura con gli alleati europei

Mentre Trump tuonava a New York, leader europei come la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il premier portoghese António Costa perseguivano canali diplomatici differenti, incontrando ad esempio il presidente siriano. Queste mosse, insieme alla posizione di Macron, segnalano una frattura profonda nella governance globale, con l'America di Trump che preferisce la logica della potenza al confronto multilaterale.

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