Dermatite atopica, nuove cure contro il prurito che rovina il sonno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle che in Italia coinvolge circa tre milioni di persone e può provocare prurito intenso, disturbi del sonno e un forte impatto sulla qualità della vita. La patologia, caratterizzata da lesioni eczematose e da un andamento recidivante, non riguarda soltanto la superficie cutanea ma coinvolge anche aspetti psicologici, sociali e relazionali dei pazienti.

Il prurito persistente rappresenta uno degli elementi più difficili da gestire per chi convive con questa condizione. Le notti interrotte dal bisogno di grattarsi possono causare stanchezza durante il giorno e influire sulle attività quotidiane, mentre le manifestazioni visibili sulla pelle possono condizionare i rapporti sociali e la percezione di sé.

Le malattie dermatologiche, come spiegano gli specialisti, hanno un impatto che va oltre il quadro clinico perché spesso vengono vissute direttamente dai pazienti nella loro vita personale. La presenza di lesioni cutanee può diventare un elemento di disagio nelle relazioni affettive e nell’ambiente lavorativo, con conseguenze anche sul benessere psicologico.

Negli ultimi anni sono aumentate le possibilità terapeutiche per le forme più impegnative della dermatite atopica. Tra le nuove opzioni rientrano farmaci sistemici destinati ai pazienti che non ottengono risultati sufficienti con le terapie locali o che presentano una malattia da moderata a grave.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di upadacitinib, un inibitore orale selettivo di JAK, per il trattamento della dermatite atopica negli adolescenti a partire dai 12 anni candidati alla terapia sistemica. Il medicinale era già stato valutato nell’ambito delle terapie per la dermatite atopica moderata o severa negli adulti.

Accanto all’evoluzione dei trattamenti rimane il tema dell’accesso alle terapie. Per i pazienti con forme severe della malattia vengono segnalate differenze territoriali nella possibilità di ottenere percorsi assistenziali adeguati, mentre la dermatite atopica grave non è ancora inserita nei Livelli essenziali di assistenza.

La ricerca farmacologica ha portato anche ad altre autorizzazioni per trattamenti destinati a pazienti adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave che necessitano di una terapia sistemica. Tra questi rientra tralokinumab, per la fascia di età compresa tra 12 e 17 anni, con indicazione rimborsata secondo le disposizioni stabilite dall’Aifa.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.