Juventus-Atalanta, Sarri sfida Spalletti: Gaetano e Kessie guidano la Dea all'Allianz Stadium

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domenica 20 settembre 2026, alle ore 18, l'Allianz Stadium di Torino ospita il big match della quinta giornata di Serie A tra Juventus e Atalanta. La sfida arriva in un momento delicato per entrambe le squadre, reduce da un avvio di campionato altalenante e desiderose di svoltare prima della sosta. I bianconeri, guidati da Luciano Spalletti, cercano continuità dopo il 5-0 rifilato al NEC in Europa League, mentre i nerazzurri di Maurizio Sarri vogliono ritrovare una vittoria in campionato che manca da troppo tempo.

La partita ha un sapore particolare per Maurizio Sarri, che torna a Torino da avversario dopo l'esperienza sulla panchina bianconera culminata con la vittoria dello scudetto nella stagione 2019-2020. In conferenza stampa, il tecnico toscano ha glissato sui ricordi: «Né orgoglio né rimpianto. È stata un'esperienza strana, difficile, per motivi anche extracalcistici. Però poi è finita lì, quindi per me è una pagina chiusa».

Sarri ha anche affrontato il tema degli esoneri precoci in Serie A, puntando il dito contro «giornalisti e dirigenze» come principali responsabili di una mentalità che, a suo dire, non lascia tempo agli allenatori di costruire un progetto.

Il suo ritorno allo Stadium, però, non sarà solo una questione personale. Sul piano tattico, Sarri ha impostato l'Atalanta con un 4-3-3 che punta sul palleggio e sulla verticalità, un cambio di paradigma rispetto al calcio iper-aggressivo e uomo-su-uomo che per un decennio ha caratterizzato l'era Gasperini. La sfida contro la difesa a tre di Spalletti diventa così un banco di prova per misurare la tenuta di un sistema ancora in costruzione.

In mezzo al campo, Sarri ritrova Gianluca Gaetano dopo la squalifica che gli ha fatto saltare la trasferta contro il Cagliari, la sua ex squadra. Il centrocampista campano, arrivato in estate, è indicato come titolare nel terzetto di mediana insieme a Franck Kessie ed Éderson. Gaetano ha caratteristiche da regista e può dettare i tempi, mentre l'ivoriano ex Milan garantisce fisicità e inserimenti. La loro capacità di giocare insieme sarà fondamentale per contrastare la mediana juventina, probabile con Douglas Luiz e Sarr davanti alla difesa.

Spalletti, dal canto suo, deve sciogliere alcuni dubbi di formazione. In attacco, Kolo Muani sembra favorito su Woltemade per guidare il reparto, con Nico Gonzalez e Alajbegovic pronti a supportarlo. In difesa, Bremer dovrebbe tornare titolare al centro di una retroguardia a tre completata da Kalulu e Kelly. La partita si prospetta come un duello tattico serrato, con la Juventus chiamata a sfruttare le corsie esterne e l'Atalanta a imporre il proprio possesso palla.

La sfida tra Juventus e Atalanta evoca anche ricordi lontani, legati a un incrocio di destini che risale al 1987. In quell'estate, Marino Magrin lasciò Bergamo per approdare a Torino con il compito impossibile di raccogliere l'eredità di Michel Platini. Il centrocampista veneto, autore di 40 gol in 192 presenze con la maglia nerazzurra, non indossò mai la numero 10 bianconera: la società gli assegnò l'8, forse per alleggerire una pressione ritenuta insostenibile.

La sua avventura in bianconero si chiuse dopo due stagioni, 64 partite e 8 reti, prima del trasferimento al Verona.

Quel precedente racconta di quanto possa essere complesso il passaggio da Bergamo a Torino, un tema tornato d'attualità con il recente approdo di Cristiano Giuntoli alla direzione sportiva dell'Atalanta. Il dirigente, presentato ufficialmente lo scorso luglio, ha parlato di un club «in cui rivedo la mia storia, fatta di risultati abbinati a sostenibilità».

A dirigere l'incontro sarà Luca Zufferli della sezione di Udine. I precedenti con il fischietto friulano sorridono alla Juventus: nelle sei occasioni in cui ha arbitrato i bianconeri, il bilancio recita tre vittorie e tre pareggi, senza alcuna sconfitta. L'ultimo incrocio, però, riporta alla mente un episodio drammatico avvenuto fuori dallo stadio in occasione del derby della Mole, quando un tifoso juventino rimase gravemente ferito negli scontri prima della partita.

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