Apple rivoluziona i nomi dei suoi sistemi operativi: da iOS 19 a iOS 26
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La Worldwide Developers Conference del 2025, che prenderà il via il 9 giugno, potrebbe riservare una delle novità più discusse degli ultimi anni: Apple starebbe per abbandonare l’attuale sistema di numerazione progressiva dei suoi sistemi operativi, adottando una logica basata sull’anno di riferimento. Se le anticipazioni troveranno conferma, iOS 19 e macOS 16 lasceranno il posto a iOS 26 e macOS 26, dove il numero indicherà l’anno successivo a quello del lancio.
Le prime indiscrezioni, riportate da Mark Gurman di Bloomberg, considerato tra le voci più autorevoli nel settore, sono state confermate anche da Marko Zivkovic di AppleInsider, che ha avuto accesso a versioni di test del software. Gurman, noto per la precisione delle sue previsioni, aveva già anticipato in passato svolte epocali per l’azienda, come il passaggio dai processori Intel agli Apple Silicon.
Il cambiamento, che potrebbe apparire superficiale, risponde invece all’esigenza di semplificare una nomenclatura diventata sempre più complessa, soprattutto per gli utenti meno esperti. Se finora ogni aggiornamento incrementale portava con sé un numero progressivo – iOS 17, iOS 18 e così via – la nuova denominazione basata sull’anno renderebbe immediatamente chiaro a quale versione ci si riferisce. Un approccio già adottato da Microsoft con Windows 11 o da Google per Android, seppur con criteri diversi.
Ma non è solo una questione di nomi. Con macOS 26, Apple completerà il distacco definitivo dall’architettura Intel, escludendo dalla compatibilità quasi tutti i Mac ancora equipaggiati con i processori della casa di Santa Clara. Una mossa attesa, dopo anni di transizione graduale supportata dall’emulatore Rosetta 2, che segna il punto di non ritorno verso l’ecosistema Apple Silicon. Restano compatibili solo alcuni modelli "sopravvissuti", ormai ai margini della gamma.
La scelta di allineare i nomi all’anno solare potrebbe anche nascondere una strategia più ampia, legata alla sincronizzazione tra i diversi sistemi operativi dell’azienda. Se iPadOS, watchOS e tvOS seguiranno lo stesso criterio, come sembra probabile, la coerenza tra dispositivi diventerebbe un ulteriore punto di forza per l’integrazione che Apple promuove da tempo.




