Nordio disorientato per la condanna di Delmastro, il caso riaccende il dibattito sulla giustizia
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Redazione Interno
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Carlo Nordio, ministro della Giustizia, ha espresso disorientamento e dolore per la condanna a otto mesi di reclusione inflitta ad Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, reo di aver rivelato segreti d’ufficio. “Confido in una radicale riforma in sede di impugnazione”, ha dichiarato Nordio, rinnovando al collaboratore “la più totale e incondizionata fiducia”. Nonostante il verdetto, il ministro ha ribadito l’impegno a proseguire il lavoro con Delmastro per le riforme del sistema giudiziario, definite “indispensabili e urgenti”.
La sentenza, emessa dall’VIII sezione del tribunale di Roma, ha scatenato reazioni contrastanti. Delmastro, che ha lasciato l’aula protetto dalla scorta attraverso un’uscita laterale, ha dichiarato di non volersi dimettere, aderendo alla tesi della Procura della Repubblica. “Non ho tradito i miei ideali”, ha affermato, difendendo la sua posizione sul carcere duro per terroristi e mafiosi. Tuttavia, la condanna ha sollevato critiche da parte di alcuni esponenti politici. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha definito “incredibile” l’operato della Procura di Roma, mentre altri, come il deputato di Fratelli d’Italia De Carlo, hanno parlato di una sentenza “sorprendente”.
Il caso, che si inserisce nel più ampio contesto delle riforme giudiziarie, ha riacceso il dibattito sulla presunta politicizzazione della giustizia. Delmastro ha bollato la sentenza come “politica”, sostenendo che l’accusa aveva chiesto più volte l’assoluzione. “Vogliono fermare le riforme? Hanno sbagliato indirizzo”, ha aggiunto, senza nascondere il suo disappunto.
Parallelamente, un altro fatto di cronaca ha scosso l’opinione pubblica: la morte di Giulia Loffredo, bimba di nove mesi uccisa da un pitbull nella sua casa di Acerra. I funerali, celebrati in forma privata nel duomo della città, hanno visto la partecipazione di familiari e amici stretti. Don Gustavo Arbellino, vice parroco della Cattedrale, ha invitato i genitori a “ripartire dall’amore” che li aveva uniti alla piccola, ora “sotto il manto della Vergine”.
Intanto, emergono dettagli inquietanti sull’incidente. L’appartamento, sotto sequestro da domenica, è stato trovato privo di tracce di sangue, nonostante la violenza dell’aggressione. Secondo alcune fonti, i familiari avrebbero ripulito la casa prima dell’arrivo delle forze dell’ordine e del medico legale. L’avvocato di Vincenzo Loffredo, padre della bambina, ha dichiarato di non sapere chi abbia effettuato la pulizia, sottolineando che il suo assistito era in commissariato fino alle 7 del mattino.




