Allarme bufale: la gravità terrestre non scomparirà il 12 agosto 2026
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Cavalcando l’onda della paura dell’ignoto, una narrazione distorta e priva di ogni fondamento scientifico ha cominciato a circolare con insistenza nelle ultime settimane, generando inutili allarmismi. Secondo questa teoria, che si è diffusa a macchia d’olio principalmente attraverso piattaforme social come Instagram e TikTok, il nostro pianeta sperimenterebbe una scomparsa totale della forza di gravità per sette lunghi secondi nella prossima estate del 2026, provocando danni e vittime di proporzioni inimmaginabili. Uno scenario apocalittico, costruito attorno a dettagli fasulli e a un presunto progetto segreto della NASA, che la fisica di base smonta senza alcuna possibilità di appello: la gravità, come spiega la legge di Newton, è una proprietà intrinseca della materia e non un interruttore che si possa spegnere a piacimento.
Il nucleo reale della bufala: un'eclissi solare totale
La data precisa del 12 agosto 2026, tuttavia, non è stata scelta a caso dai divulgatori di questa falsità, poiché corrisponde a un autentico e spettacolare evento astronomico. Quel giorno, infatti, un’eclissi solare totale attraverserà il cielo di Islanda, Groenlandia e parte della Spagna, mentre in Italia sarà osservabile in forma parziale. Fenomeni celesti di questa rarità, che avvengono a distanza di anni l’uno dall’altro, hanno da sempre il potere di sollecitare l’immaginario collettivo, finendo a volte per essere associati – senza alcun nesso logico – a presagi o eventi nefasti. È proprio su questo binario, che coniuga un fatto reale a invenzioni pseudoscientifiche, che la bufala ha iniziato a costruire la sua credibilità illusoria.
La costruzione della narrazione complottista
La genesi della notizia falsa può essere fatta risalire alla fine dello scorso anno, quando alcuni video iniziarono a paventare un generico “evento gravitazionale globale”. Nel giro di poche settimane, la storia si è arricchita di particolari sempre più specifici e fantasiosi: l’ora esatta delle 14:33 UTC, il nome in codice “Project Anchor” e cifre drammatiche riguardanti possibili vittime. A febbraio di quest’anno, la narrazione ha raggiunto una diffusione internazionale, alimentata da siti web che mirano al click facile e da canali dediti alle teorie cospirative. “Il 12 agosto 2026 il mondo perderà la gravità per 7 secondi. La NASA lo sa. Si stanno preparando ma non ci diranno il motivo”: questa la frase cardine, ripetuta fino allo sfinimento, che ha fornito una patina di segretezza istituzionale a una fandonia.
Il metodo e il pericolo delle distorsioni virali
Il meccanismo adottato è, purtroppo, collaudato: si prende un elemento di verità – in questo caso l’eclissi – e lo si innesta in una trama più ampia di mistero e insabbiamento, citando enti autorevoli in modo completamente distorto. La NASA, come è ovvio, non ha mai annunciato, né tantomeno preparato, piani per un’ipotetica “anomalia gravitazionale”. L’agenzia spaziale statunitense, così come ogni istituto di ricerca serio nel mondo, basa il proprio lavoro su leggi fisiche immutabili, che non lasciano spazio a interpretazioni così fantasiose. La rapidità con cui simili contenuti vengono condivisi, spesso senza un minimo di verifica, dimostra quanto il terreno digitale possa essere fertile per la disinformazione, che sfrutta la suggestione di eventi rari per attecchire nell’opinione pubblica più impressionabile.




