Roma, l'aula del Municipio V approva la mozione sull'islamofobia tra scontri e polemiche: Zossolo strappa una bandiera palestinese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La seduta del consiglio del Municipio V di Roma, convocata nella mattinata di lunedì 28 settembre per discutere e votare la mozione contro l'islamofobia e il razzismo antimusulmano, si è trasformata in un teatro di tensione, urla e contestazioni. Il documento, presentato il 17 settembre da Pd, Roma Futura e Sinistra civica ecologista, è stato approvato con 13 voti favorevoli e 6 contrari al termine di una mattinata segnata da ripetute interruzioni e momenti di bagarre.
Il blitz degli influencer e lo strappo della bandiera
L'attenzione era alta da giorni per la presenza annunciata di alcuni volti noti della galassia social sovranista, tra cui Massimiliano Zossolo, fondatore della pagina Welcome to Favelas, e Simone Carabella. Nel corso del suo intervento, Zossolo ha ironizzato in modo provocatorio sulla comunità islamica e ha concluso strappando una bandiera palestinese, suscitando la reazione immediata dei presenti. Prima di tornare sulle tribune, secondo diverse ricostruzioni, Zossolo avrebbe ricevuto uno schiaffo da uno sconosciuto.
Un gruppo di sostenitori, tra cui lo stesso Carabella, ha intonato l'Inno di Mameli, mentre dalla platea si alzavano cori come «Bella Ciao» e «Fuori».
Le polemiche sulla presenza di Falessi e le accuse di strumentalizzazione
A rendere il clima ancora più incandescente, le polemiche legate alla presenza in aula di Maurizio Falessi, ex militante delle Unità Comuniste Combattenti, condannato in via definitiva a 11 anni per reati legati all'organizzazione armata. La senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli ha definito il voto «un'operazione meramente strumentale priva di fondamento concreto», sottolineando che nel territorio del Municipio V non risulterebbero segnalazioni documentate di episodi di islamofobia.
La parlamentare ha inoltre chiesto chiarimenti alla sinistra sulla presenza dell'ex terrorista durante i lavori consiliari.
La mobilitazione delle associazioni e l'approvazione del documento
Nonostante i tentativi di ostruzionismo e le continue interruzioni, la maggioranza è arrivata alla votazione finale. Il documento impegna la giunta municipale a istituire un tavolo territoriale sulle discriminazioni religiose e a completare una ricognizione degli spazi utilizzati come luoghi di culto, finalizzata alla messa in sicurezza e alla regolarizzazione urbanistica.
Soddisfazione è stata espressa dalla Rete Solidale del Municipio V, che in una nota ha parlato di «una vittoria delle realtà sociali e antirazziste del territorio», sottolineando come la mobilitazione abbia respinto quello che le associazioni hanno definito un blitz politico e mediatico.
Il quadro demografico e le implicazioni del provvedimento
Il provvedimento approvato assume un peso specifico rilevante in un quadrante cittadino che abbraccia quartieri come Tor Pignattara, Centocelle e Tor Sapienza, dove oltre il 18% dei residenti è di origine straniera, con una presenza significativa di cittadini di origine bangladese. La consigliera Eva Vittoria Cammerino ha respinto le accuse di chi bollava la discussione come una perdita di tempo, rivendicando la necessità di garantire sicurezza e convivenza ordinata in una periferia ad alta densità migratoria.
Durante il dibattito sono stati affrontati anche i temi della laicità dello Stato e della tutela dei diritti delle donne, richiamando l'articolo 42 della Convenzione di Istanbul.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
