Agguato al volante in mezzo al traffico ad Arzano: ucciso Armando Lupoli, il 49enne legato al clan 167
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Redazione Interno
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Ha il sapore di una esecuzione sommaria, consumatasi in pochi, convulsi secondi e davanti agli occhi di decine di automobilisti rimasti imbottigliati nel traffico del tardo pomeriggio, l’omicidio di Armando Lupoli, il 49enne ucciso ad Arzano, in provincia di Napoli. L’uomo, che secondo le prime indiscrezioni raccolte dagli investigatori sarebbe stato un elemento di spicco, o quanto meno un soggetto organico agli equilibri di ciò che rimane del cosiddetto “clan 167”, è stato freddato mentre si trovava alla guida della sua automobile, una Peugeot 3008, probabilmente di ritorno da Casavatore, comune limitrofo alla cittadina dell’hinterland a nord del capoluogo campano.
La dinamica, ricostruita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna giunti sul posto per i rilievi, riporta alla mente i tristemente noti rituali della camorra locale: un agguato portato a termine da due persone in sella a uno scooter, entrambe con il casco integrale calato sul volto e vestite di scuro. Incuranti della folla e del traffico intenso di via Mazzini, i killer hanno affiancato la vettura del 49enne, già noto alle forze dell’ordine, e hanno fatto fuoco. I colpi esplosi, il cui numero esatto è ancora al vaglio della scientifica, hanno raggiunto Lupoli, che, pur ferito, ha tentato una disperata manovra di fuga. Ha accelerato, cercando di guadagnare qualche metro e di seminare i sicari nel dedalo di auto in colonna, ma la speranza è durata lo spazio di qualche decina di metri. Lo scooter, con una manovra fulminea, ha nuovamente affiancato la Peugeot, e i killer hanno esploso una seconda raffica di proiettili, questa volta mortale.
Soccorso dal personale del 118, che ha allertato i militari dopo la segnalazione dei colpi d’arma da fuoco, Lupoli è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore. Le sue condizioni, fin da subito apparse critiche a causa delle multiple ferite riportate in diverse parti del, non hanno lasciato scampo al 49enne: il suo cuore ha cessato di battere poco dopo il ricovero. Un omicidio che arriva a poche ore di distanza da un altro agguato di chiara matrice camorristica, quello che ha visto come vittima Castrese Palumbo, il 79enne legato al clan Nuvoletta ucciso in mattinata a Marano di Napoli, un particolare che fa riflettere gli inquirenti sulla possibilità di una recrudescenza della violenza negli equilibri malavitosi dell’area nord di Napoli, sebbene al momento non emergano elementi certi che possano collegare i due fatti di sangue.
Chi era Armando Lupoli, stando a quanto trapela dalle prime indiscrezioni investigative, era un nome non nuovo ai contesti criminali del territorio. Considerato un elemento più che orbitante nella galassia del clan della 167, una storica organizzazione criminale radicata ad Arzano che negli ultimi anni ha subito duri colpi da parte dell’azione repressiva dello Stato con operazioni che ne hanno decimato i vertici, il 49enne rappresentava una figura di raccordo in un panorama, quello della criminalità organizzata locale, che appare in costante ebollizione. Il quartiere, del resto, non è nuovo a episodi di questa natura: solo poco più di un mese fa, un altro omicidio aveva scosso la comunità, quando perse la vita Rosario Coppola, l’imbianchino ucciso per uno scambio di persona, una tragedia che aveva già fatto scattare l’allarme su una faida interna a ciò che resta degli ex alleati del “clan 167”, un gruppo un tempo coeso e oggi frammentato in fazioni contrapposte in seguito all’arresto dei vecchi capi.




