Rocío Muñoz Morales: “Il gossip su di me? Troppo rumore, io continuo a scegliere il silenzio”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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DOGLIANI — “Se devo pensare a tornare a casa, per me casa è l’Italia”. A dirlo, con la spontaneità che la contraddistingue, è stata Rocío Muñoz Morales, ospite al Festival della Tv di Dogliani.
L’intervista, condotta da Luca Dini, ha offerto all’attrice e conduttrice madrilena l’occasione per ripercorrere un percorso professionale che dalla Spagna l’ha portata a diventare uno dei volti più amati del piccolo schermo italiano. provinciagranda +3
Classe 1988, Morales ha raccontato un legame ormai viscerale con il nostro paese, arrivando a confessare, con una punta di ironia che ha strappato un sorriso alla platea, di sognare ormai in italiano e di compiere quasi tutte le azioni quotidiane nella nostra lingua.
La sua, ha spiegato, è stata un’immersione totale, non priva di ostacoli iniziali – come le celebri multe romane prescritte da un varco attivo che lei, al volante della sua “macchinetta sfigata”, interpretava erroneamente come un semaforo verde – ma vissuta con l’entusiasmo di chi ha trovato la propria dimensione. lastampa +3
“Non sapevo chi fosse Carlo Conti”: l’aneddoto che spiazza il pubblico
Nel corso dell’incontro non è mancato il consueto spazio dedicato agli aneddoti, e quello relativo al suo debutto sanremese è forse il più esemplare del carattere della conduttrice.
Raccontando il suo primo approdo all’Ariston nel 2015 al fianco di Carlo Conti, Muñoz Morales ha rivelato una circostanza tanto paradossale quanto illuminante: all’epoca non aveva la minima idea di chi fosse il conduttore che l’aveva scelta, né tantomeno della reale portata del festival.
“Pensavo che Sanremo fosse un festival del cinema”, ha confessato, scatenando l’ilarità del pubblico. provinciagranda +3
L’attrice ha ricordato di essersi presentata al provino “vestita tutta accollata, come una suora”, dopo aver studiato il regolamento a memoria. Quell’iniziale, e totale, inconsapevolezza si rivelò paradossalmente la sua ancora di salvezza: “Mi ha salvato non sapere bene cosa fosse Sanremo.
Ci sono tornata altre due volte, ma anche se dovevo dire due cose in croce ero impanicata”, ha spiegato. Un meccanismo psicologico che ha restituito il ritratto di una professionista che, nonostante il successo, ha mantenuto intatta una certa freschezza. gazzetta +3
La fine della relazione con Raoul Bova e la scelta della dignità
Tuttavia, il momento più intenso e atteso del suo intervento ha riguardato la sfera privata, in particolare la sofferenza legata alla separazione da Raoul Bova, padre delle sue due figlie.
Con un pudore raro in un’epoca dominata dall’esibizionismo mediatico, Muñoz Morales ha affrontato l’argomento senza mai nominare l’ex compagno, focalizzandosi piuttosto sulla narrazione tossica che aveva avvolto la sua vita.
La conduttrice ha descritto un periodo caratterizzato da “tanto rumore e tanta sofferenza”, un frastuono generato da chiacchiere esterne che lei percepiva come violento. provinciagranda +3
“Tutti parlavano troppo, tutti facevano troppo rumore, un rumore che mi dava fastidio e che mi costringeva a mettere le mani sulle orecchie delle mie figlie perché non ascoltassero”, ha dichiarato. Questa invasività l’ha portata a operare una scelta netta e controcorrente: erigere un muro di silenzio. ilfattoquotidiano +3
Il silenzio come contrappeso alla “caciara” dei social
Lontana dal trasformare il palco in un ring o il dolore in spettacolo, l’attrice ha rivendicato la forza di quella scelta di riservatezza. “Il silenzio con cui ho ‘commentato’ la vicenda è stato una scelta ponderata, di dignità”, ha affermato con fermezza.
Una reazione, la sua, che mirava a contrastare quella che lei stessa ha definito la “caciara dei social” e il rumore “inutile e cattivo” che la circondava. “Credo che il mio silenzio sia stato più forte di molte parole: mi ha dato serenità, forza, mi ha fatto sentire diversa”, ha aggiunto. lastampa +3
In un’intervista rilasciata a La Stampa, aveva già anticipato questo stato d’animo: “Per me non era gossip, era la mia vita e quella delle mie figlie”. Così, mentre per molti quella separazione rappresentava il “gossip dell’estate”, per lei significava proteggere l’esistenza quotidiana delle sue bambine, scegliendo un approccio “antico” per vivere il proprio dolore e la propria rinascita lontano dai riflettori. giornaledellumbria +3
A testimonianza di questa ritrovata leggerezza, non è mancata una battuta ironica sulla sua nuova condizione: “Cucino, faccio benissimo i letti, spolvero da dio, stiro in modo incredibile… E sono single”. gazzetta +3




