Hamilton e i problemi con la SF-25: "Non è un'auto come quelle che ho guidato prima"
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Redazione Sport
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Non è bastato il sollievo provato dopo Barcellona, dove Lewis Hamilton aveva attribuito le sue difficoltà a problemi tecnici della vettura, per placare le frustrazioni del sette volte campione del mondo. Al termine delle libere del venerdì sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, il pilota della Ferrari ha ammesso di non aver trovato la giusta sintonia con la SF-25, definendo la giornata "non eccezionale". Un bilancio lontano dalle aspettative, considerando che Hamilton ha chiuso FP2 in ottava posizione, staccato di oltre mezzo secondo dall’ex compagno di squadra George Russell, leader della sessione con la Mercedes.
Quella che doveva essere una riscossa dopo le delusioni spagnole si è trasformata in un nuovo interrogativo. La SF-25, secondo Hamilton, si comporta in modo "molto diverso" dalle vetture a cui era abituato in passato, un dettaglio che complica l’adattamento. Mentre Russell sembrava a suo agio, capace di precedere Lando Norris su McLaren e il giovane Kimi Antonelli sull’altra Mercedes, il britannico ha faticato a trovare ritmo, finendo dietro anche ad Alexander Albon e Fernando Alonso.
La giornata, del resto, ha riservato sorprese per più di un team. Le McLaren, di solito dominanti, hanno mostrato qualche incertezza, mentre Charles Leclerc ha subito un duro colpo: un errore in curva 3 durante FP1 gli è costato un’uscita di pista, danni al telaio e la conseguente rinuncia a FP2. La Ferrari dovrà lavorare in fretta per sostituire i componenti danneggiati, con l’obiettivo di riportare in pista il monegasco in tempo per le qualifiche.




