Agguato a Napoli, ucciso Salvatore De Marco: dieci colpi sparati in strada a San Giovanni a Teduccio
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Redazione Interno
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Sangue sulle strade della periferia orientale di Napoli, dove la camorra torna a dettare legge con la violenza delle armi. Un omicidio di chiara matrice criminale è stato consumato intorno a mezzogiorno di oggi, lunedì 2 marzo 2026, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, e la vittima, Salvatore De Marco, napoletano di 34 anni con un passato giudiziario alle spalle, è stata letteralmente crivellata dai proiettili sparati dai suoi assassini mentre si trovava in strada. L'agguato, che per la dinamica e per il contesto in cui è maturato presenta tutti i tratti distintivi di un'esecuzione di stampo camorristico, è avvenuto in via Figurelle, una strada del rione Villa che incarna le contraddizioni e le difficoltà di un territorio da decenni in balia delle cosche.
I killer, la cui identità e il cui numero sono ancora al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato Ponticelli, hanno agito con fredda determinazione, esplodendo numerosi colpi d'arma da fuoco – stando a una prima, sommaria ricostruzione, sarebbero stati circa dieci – che hanno raggiunto il 34enne in più parti del. La furia dell'attacco non ha lasciato scampo a De Marco: nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e la corsa disperata verso l'Ospedale del Mare, il nosocomio dell'area orientale, per lui non c'era già più nulla da fare, e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso all'arrivo in pronto soccorso.
La dinamica dell'agguato e il profilo della vittima
La scena del crimine, presidiata dagli agenti della scientifica per ore, si trova in una zona densamente popolata di San Giovanni a Teduccio, un contesto urbano complesso dove non è raro che la criminalità organizzata eserciti il proprio controllo. Secondo quanto appreso, De Marco, che vantava precedenti penali ed era quindi un volto noto alle forze dell'ordine, è stato raggiunto dalla scarica di piombo mentre si trovava all'aperto, forse in prossimità della sua auto o mentre percorreva a piedi via Figurelle, incrociando così il destino che i suoi sicari gli avevano preparato. Gli inquirenti, che hanno ascoltato a caldo alcuni residenti nella speranza di raccogliere testimonianze utili – un'impresa spesso difficile in questi contesti, dove prevale la legge dell'ometà – lavorano ora per mettere insieme i frammenti di un mosaico che appare ancora sfocato.
Le indagini della mobile e la caccia ai killer
Il lavoro della polizia si concentra ora sull'acquisizione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, un passaggio cruciale per risalire all'identità degli assassini e ai mezzi da loro utilizzati per raggiungere il luogo dell'agguato e, presumibilmente, per darsi alla fuga. Gli investigatori stanno setacciando metro per metro via Figurelle e le arterie limitrofe, nella convinzione che qualche telecamera, pubblica o privata, possa aver inquadrato i movimenti sospetti di uomini o veicoli nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla sparatoria. L'ipotesi principale, naturalmente, è che si tratti di un regolamento di conti interno al mondo della malavita organizzata, forse legato a questioni di spaccio di stupefacenti o al controllo del territorio, e il passato giudiziario della vittima rafforza questa pista.
Una scia di sangue nella periferia est
L'omicidio di Salvatore De Marco riporta drammaticamente alla ribalta la cronaca nera di Napoli Est, un'area che proprio nelle ultime settimane aveva già visto episodi di violenza armata, seppur di diversa natura. Solo poche sere fa, sempre a San Giovanni a Teduccio, due minorenni erano rimasti feriti in una sparatoria scaturita da un banale litigio per un sorpasso in auto, un episodio che aveva fatto temere un'escalation di violenza giovanile. Oggi, però, il copione è quello, purtroppo classico, dell'agguato di camorra: pochi secondi di fuoco, una vittima designata lasciata a terra in una pozza di sangue e una comunità intera che si risveglia, ancora una volta, sotto il giogo della paura. La squadra mobile, diretta dalla questura, mantiene il massimo riserbo sugli sviluppi investigativi, mentre il quartiere trattiene il fiato, in attesa di capire se questo ennesimo omicidio rappresenti un episodio isolato o l'inizio di una nuova, sanguinosa faida.




