Tragedia al Rally 1000 Miglia: spettatore travolto e ucciso, la corsa si ferma a Bione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La 49esima edizione del Rally 1000 Miglia, iniziata venerdì pomeriggio con partenza da Montichiari, si è conclusa anzitempo nel peggiore dei modi. La competizione, che aveva visto fino a quel momento il dominio del varesino Andrea Crugnola e del navigatore Luca Beltrame sulla Lancia Ypsilon HF Integrale, è stata interrotta dopo un grave incidente verificatosi durante la seconda giornata di gara.

I due piloti, autori di una prestazione convincente che li aveva portati a vincere cinque delle sei prove speciali disputate, stavano lottando per la vittoria finale con il loro principale avversario, l'altro varesino Giuseppe Giò Dipalma, che su Skoda Fabia Rs aveva firmato il miglior tempo nella sesta frazione cronometrata, quando la cronaca ha preso una piega drammatica e irrevocabile.

La dinamica dell'incidente a Bione

La tragedia si è consumata nel corso della quarta prova speciale, disputata in Valsabbia, lungo il percorso che collega i comuni di Casto e Bione, in provincia di Brescia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'auto condotta dal pilota Alessandro Zorzi con il navigatore Fabio Berisonzi, una Skoda Fabia, è improvvisamente uscita di strada all'altezza di una curva, finendo la sua corsa nel fosso. Nel tragitto, la vettura in corsa ha travolto uno spettatore che si trovava in quel punto, un uomo di 63 anni che stava immortalando il passaggio delle vetture con la sua macchina fotografica.

L'impatto è stato fatale e per l'uomo, nonostante l'intervento dei soccorsi, non c'è stato nulla da fare.

La vittima e il contesto della gara

La vittima è stata identificata in Francesco De Pasquale, un appassionato di rally originario di Caselle Torinese, che aveva affrontato il viaggio fino in terra bresciana insieme alla moglie e alla figlia per vivere da vicino l'emozione delle auto da corsa. La moglie, che si trovava con lui al momento dell'incidente, è rimasta illesa fisicamente. L'uomo stava scattando delle fotografie in una posizione che, per cause ancora in via di accertamento da parte delle autorità, si è rivelata fatale quando la vettura di Zorzi ha perso il controllo.

L'intera organizzazione del rally, di fronte alla gravità di quanto accaduto, ha immediatamente preso la decisione di sospendere la competizione, decretando di fatto la fine anticipata di una gara che fino a quel momento aveva regalato grande spettacolo.

La corsa prima dell'interruzione

Prima che la bandiera nera della sospensione venisse esposta, la classifica parlava chiaro: Crugnola e Beltrame erano in testa, forti di un ritmo incessante che li aveva visti prevalere sulla concorrenza per l'80 per cento della lunghezza complessiva delle prove. La loro Ypsilon, spinta al limite, aveva messo in fila gli avversari, ma la loro leadership era minacciata da Dipalma, che nella sesta prova aveva firmato lo scratch e si apprestava a rimontare nella seconda parte di gara.

La Skoda Fabia di Zorzi, l'auto protagonista del tragico impatto, era una delle tante in lizza in una delle competizioni su asfalto più attese del panorama italiano, che quest'anno ha attirato un grande numero di appassionati lungo le strade della Valsabbia.

Le indagini e le reazioni

La salma del 63enne è stata trasferita all'obitorio in attesa delle disposizioni dell'autorità giudiziaria, che ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla dinamica dell'incidente e per accertare eventuali responsabilità, concentrandosi sulla posizione esatta della vittima al momento dello schianto e sulle condizioni del manto stradale. Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni e acquisendo i filmati amatoriali girati dagli spettatori presenti sul posto, mentre la vettura coinvolta è stata posta sotto sequestro per i rilievi tecnici del caso.

L'intero mondo dei rally, colpito da un episodio che richiama alla mente altri drammatici eventi simili legati alla sicurezza nelle prove speciali, ha assistito con sgomento alla tragedia, mentre gli organizzatori hanno espresso vicinanza alla famiglia di De Pasquale in un momento di dolore collettivo che ha oscurato l'aspetto sportivo dell'evento.

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