Il Var spegne la festa al Bentegodi: per il Verona un pareggio che sa di condanna, il Lecce si tiene stretta la sua salvezza
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Redazione Sport
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Passata la mezzanotte del Bentegodi, l’Hellas Verona si ritrova ancora una volta a fare i conti con la matematica, quella stessa che nelle ultime settimane sembrava solo un’ipotesi lontana e che adesso, invece, stringe come una morsa. Il pareggio per 0-0 contro il Lecce, maturato al termine di una gara povera di emozioni e ricca di errori tecnici, non cambia la sostanza del destino dei gialloblù: la retrocessione, solo rinviata, continua a incombere con un distacco che appare ormai incolmabile. Per i salentini, al contrario, il punto conquistato nel posticipo del sabato sera – seppur lontano dalla prestazione sontuosa – rappresenta un mattone fondamentale gettato sulla corsa alla salvezza, un passo che li allontana pericolosamente dalla zona calda della classifica, portandoli a +1 sulla Cremonese e a +4 sul Cagliari, seppur con una partita giocata in più.
L’equilibrio sterile di una sfida salvezza
L’inizio della partita, lo si capisce subito, non promette spettacolo. Sammarco, per il Verona, cerca una scossa affidandosi al 3-5-1-1 con Suslov a dettare il gioco sulle spalle di Bowie, mentre Di Francesco risponde con il solito 4-2-3-1 che punta tutto sulla vivacità di Banda e Pierotti. Nel primo quarto d’ora è l’Hellas a farsi vedere con maggiore insistenza: Belghali viene fermato da Falcone e sulla respinta Akpa Akpro fallisce il tap-in che avrebbe potuto cambiare la storia della serata. Eppure, quella è solo una fiammata destinata a spegnersi rapidamente. Il Lecce, timido nei primi minuti, cresce quando alza il baricentro, con Banda che inizia a pungere sulla fascia sinistra mettendo in seria difficoltà la retroguardia scaligera.
La ripresa, invece, racconta di un Lecce che prova a vincere e di un Verona che si difende con l’orgoglio di chi non vuole arrendersi. Al minuto 72, lo zambiano Banda confeziona un cross che taglia in due l’area di rigore, con la difesa del Verona che si salva in extremis spazzando via la minaccia. È proprio in questi frangenti, quando la partita sembra avviarsi verso il binario dello 0-0, che il destino decide di giocare il suo scherzo più crudele ai padroni di casa.
Il gol fantasma di Edmundsson e il peso delle regole
Il clou della tensione arriva al 95’, quando tutto il Bentegodi trattiene il respiro e poi esplode. Edmundsson, l’uomo dei momenti decisivi, si avventa sulla sfera nel cuore dell’area di rigore e di testa la infila alle spalle di Falcone. La gioia, però, è destinata a infrangersi contro le maglie del protocollo Var. L’arbitro Massa, inizialmente convalida la rete, ma viene fermato dall’orecchio che parla con il centro di controllo. La scena è ormai uno standard del calcio moderno: il direttore di gara corre verso il monitor, rivede l’azione, e dopo pochi secondi arriva la sentenza implacabile “Il calciatore numero 5 commette fallo sul portiere, decisione finale gol annullato”, l’annuncio che cancella la speranza.
Si è subito scatenato il dibattito sulla natura di questi falli, un parallelo inevitabile con un episodio analogo avvenuto quasi cinque mesi fa (quello di Scalvini in Atalanta-Roma), una coincidenza che fa discutere per l’apparente continuità interpretativa, lasciando i tifosi scaligeri con l’amaro in bocca.
L’analisi tattica di una serata senza gol
Volendo osservare i numeri, il risultato appare quasi come una fotografia perfetta delle difficoltà offensive di entrambe le squadre. Il Verona ha concluso verso la porta avversaria in sole 6 occasioni totali, spesso da posizioni defilate o con conclusioni sporche che raramente hanno messo in difficoltà Falcone. Dall’altra parte, il Lecce ha certamente prodotto di più – ben 12 conclusioni – ma con una precisione chirurgica pari a zero, centrando lo specchio della porta in sole due occasioni. Si è visto, insomma, un calcio fatto di agonismo puro ma privo di quella necessaria lucidità nell’ultimo passaggio, un limite che in una sfida salvezza pesa come un macigno.
Il verdetto per la corsa salvezza
Con questo punto, il distacco tra la terzultima posizione (occupata dalla Cremonese battuta dal Napoli) e il Lecce rimane di una sola lunghezza, rendendo la volata finale ancora più avvincente seppur con squadre distanti nelle ambizioni. Per il Verona, invece, il calendario non promette tregua. La prossima sfida, in trasferta contro la Juventus, sembra un ostacolo quasi insormontabile, un’avversaria che non farà sconti a una squadra ormai con un piede e mezzo in Serie B. La salvezza matematica del Lecce non è ancora scritta, ma quel piccolo vantaggio accumulato stasera potrebbe rivelarsi decisivo per la gestione della pressione nelle ultime quattro battaglie.




