Smartphone a scuola, Valditara conferma il divieto: "Devono restare spenti in borsa"
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Redazione Interno
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Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, intervenendo nel programma "10 minuti" su Rete 4, ha ribadito con chiarezza la linea del governo sull'uso dei telefoni in classe. La posizione, che ha suscitato un vivace dibattito, è netta: i cellulari possono essere portati a scuola ma il loro utilizzo, durante le ore di lezione, è vietato. "Devono rimanere spenti e riposti nel cassettino o nella borsa", ha dichiarato il ministro, sottolineando come la misura sia finalizzata a garantire la concentrazione degli studenti e la qualità dell'insegnamento.
Questa direttiva, che alcuni hanno definito una "patente per gli smartphone", si inserisce in un più ampio contesto di riforma del sistema scolastico. Valditara, ai microfoni del TG2, ha parlato di iniziative contro la dispersione scolastica e di innovazioni per il nuovo anno, ma ha tenuto a precisare che la scelta sul divieto dei dispositivi è motivata da ragioni che vanno oltre la mera disciplina. "Difendiamo la salute dei nostri giovani e anche i loro apprendimenti", ha affermato, lasciando intendere una preoccupazione per l'impatto che un uso indiscriminato della tecnologia può avere sul sviluppo cognitivo e relazionale.
Un sostegno inaspettato alla misura arriva da una parte del mondo della scuola, persino tra gli studenti, e trova un alleato in figure come Stefano Suraniti, direttore scolastico regionale del Piemonte. Suraniti, pur affrontando criticità ben diverse come la carenza di insegnanti di sostegno specializzati, ha definito la scelta "giusta" per le scuole superiori, sostenendo che "aiuterà i ragazzi a crescere". Un parere che, seppur in un panorama di opinioni contrastanti, aggiunge un tassello significativo al dibattito in corso.




