Confiscati beni di Felice Maniero: il patrimonio della Mala del Brenta vale 2 milioni
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Redazione Interno
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I beni di Felice Maniero legati alla Mala del Brenta sono stati confiscati per un valore complessivo di 2 milioni di euro dopo un’operazione della Guardia di finanza che ha colpito il patrimonio riconducibile a un uomo già condannato in via definitiva per aver riciclato proventi illeciti dell’ex capo dell’associazione criminale di stampo mafioso. L’intervento è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo speciale polizia valutaria con il supporto dei Comandi provinciali di Venezia e Firenze, sulla base di un’indagine coordinata dalla Procura di Venezia. La misura riguarda beni accumulati attraverso attività di riciclaggio riconducibili al sistema criminale della Mala del Brenta.
L’operazione ha portato alla confisca di un patrimonio composto da diversi beni, tra cui orologi di lusso di marchi come Rolex e Cartier, quadri, automobili, immobili e ingenti somme di denaro contante. Il valore complessivo dei beni confiscati supera i due milioni di euro e rappresenta un nuovo intervento contro le disponibilità economiche collegate alla stagione criminale della Mala del Brenta. Le attività investigative hanno ricostruito il collegamento tra il patrimonio individuato e i proventi illeciti riconducibili a Felice Maniero, noto anche come “Faccia d’Angelo”, attraverso le dichiarazioni rese dallo stesso ex boss dopo il pentimento.
La confisca dei beni legati alla Mala del Brenta
Il provvedimento eseguito dalla Guardia di finanza riguarda un uomo considerato un complice di Felice Maniero e già destinatario di una condanna definitiva per il riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite dell’organizzazione. L’indagine condotta dalla Procura di Venezia ha consentito di arrivare alla confisca di beni mobili e immobili individuati nel corso degli accertamenti patrimoniali. Tra gli elementi emersi figurano anche disponibilità custodite in cassette di sicurezza, oltre a proprietà e beni di valore che secondo gli accertamenti erano collegati ai profitti della Mala del Brenta.
La confisca arriva a distanza di anni dal periodo in cui la Mala del Brenta rappresentava una delle principali organizzazioni criminali attive nel Veneto. Il nuovo intervento della Guardia di finanza riguarda quindi il recupero di risorse economiche che, secondo quanto ricostruito nelle indagini, erano state trasferite e nascoste attraverso operazioni di riciclaggio. Il patrimonio sottratto comprende oggetti di lusso e beni registrati che hanno contribuito a delineare il valore complessivo dell’operazione.
Le indagini nate dalle dichiarazioni di Felice Maniero
Le verifiche patrimoniali sono scaturite dalle dichiarazioni fornite da Felice Maniero dopo il suo pentimento, elementi che hanno consentito agli investigatori di approfondire i rapporti economici legati ai proventi illeciti della Mala del Brenta. L’attività investigativa, svolta dalla Procura di Venezia insieme alla Guardia di finanza, ha seguito il percorso dei beni attribuiti al riciclaggio delle somme provenienti dalle attività criminali dell’ex organizzazione.
Tra i beni confiscati rientrano Rolex, Cartier, quadri, auto, immobili e denaro contante, per un valore totale superiore ai due milioni di euro. L’ordinanza è stata eseguita nei confronti della persona condannata per aver riciclato proventi illeciti riconducibili a Felice Maniero, ex capo della Mala del Brenta. L’operazione ha coinvolto i reparti specializzati della Guardia di finanza e i Comandi provinciali di Venezia e Firenze nell’ambito dell’indagine coordinata dalla magistratura veneziana.




