L'Odissea di Nolan: troppo cinema-flusso, troppo poco Omero

Non sappiamo a che altezza le ali di Icaro abbiano iniziato a bruciare, ma Christopher Nolan, con la sua Odissea, ha toccato quella quota. Più che il film della consacrazione, è il film emblema della propria maniera; più che un capolavoro di bottega, è un prodotto geneticamente in serie. Drammaturgicamente pappa già pronta, spolveratona di incredibile e congestionato melting pot attoriale (i soldati greci dai tratti afroamericani, asiatici e nordici a Troia, davvero, non riescono a essere nemmeno più materia di polemica), solita magniloquenza esasperata di stile (il suono che accompagna ininterrottamente tutto, ma proprio tutto il film, diventa un macigno): all’epica omerica Nolan aggiunge, anzi, proprio lo evidenzia con una fuorviante enfasi da patinato spot aziendale, un messaggio antimilitarista e pacifista, dopo il quale andrebbe vestito con le orecchie da asino e messo dietro la macchina da presa. (Il Fatto Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altri media

Quindi prende i fatti dell’Odissea di Omero e comincia a montar… (la Repubblica)

Come sempre la padrona di casa ha dato il via agli appuntamenti pomeridiani del weekend, che andranno in onda ogni domenica alle 14:00 in attesa dell’arrivo del Serale. (Tutto.TV)

Pubblicazione: 16 luglio alle 09:00 “Non riuscivo a crederci. (BadTaste)

Odissea - La recensione

Momento che, peraltro, Christopher Nolan svilisce sul piano melodrammatico per appiccicarci uno spiegone sulla guerra che annichilisce, divide, distrugge. (Cinematografo)

Pattinson è Antinoo, pretendente tra i più insistenti e vili di Penelope (Hathaway), moglie di Ulisse, alle prese con una tela, con il dolore, con un figlio (Tom Holland) che non ha mai conosciuto il padre, e che di sé stessa dice: «Sono seduta da 20 anni su un trono che solo un uomo può occupare». (Vanity Fair Italia)

Ieri, prima di entrare nella sala dove proiettavano in anteprima Odissea, non ho potuto evitare di ragionare su un paio di cosette e, a pregiudizio, sulle possibili chiavi di lettura da applicare a questa recensione. (IGN Italia)