La lunga guerra per logorare Israele: la trappola di Hamas e i suoi veri obiettivi
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Redazione Esteri
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Il 7 ottobre scorso, la regione mediorientale ha subito un ulteriore colpo alla sua stabilità già precaria a causa della presenza dello Stato Islamico e dell'espansione dell'influenza iraniana. Quella notte, Hamas ha lanciato una massiccia offensiva di razzi che, più che colpire edifici e installazioni in Israele, ha minato la normalizzazione dei rapporti nella regione.
Un mese dopo l'attacco, vediamo cosa è successo e cosa potrebbe succedere. Il 7 ottobre, lo Shabbat del massacro, Hamas ha attaccato Israele, uccidendo più di 1.400 persone, per la maggior parte civili, inclusi anziani, donne e bambini, e prendendo più di 240 ostaggi a Gaza. La reazione militare israeliana è iniziata il giorno successivo, con bombardamenti su Gaza, seguiti da un'invasione terrestre.
Ora, dopo quasi un mese di combattimenti, la guerra tra Israele e Hamas sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno. I civili sono allo stremo e Israele sembra vicina alla vittoria. Mentre i miliziani di Hamas sembrano pronti al martirio, l'esercito israeliano appare vicino ad un'imminente invasione di Gaza, che sancirà la sua vittoria.




