Pomodoro da industria, intesa sui prezzi per la campagna 2026 nel Centro-Sud

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Anicav, l'associazione nazionale che riunisce gli industriali delle conserve vegetali, e le organizzazioni di produttori del Bacino Centro Sud Italia hanno definito, con un accordo siglato a ridosso dell'avvio della stagione, i termini economici che regoleranno la prossima campagna di trasformazione del pomodoro.

Le parti, consapevoli dei ristretti margini temporali a disposizione per un confronto sereno su nuove regole, hanno scelto la via della continuità, confermando l'impianto del contratto quadro d'area già utilizzato nelle campagne del 2024 e del 2025; una decisione, quest'ultima, che gli industriali hanno giustificato con la difficoltà oggettiva di costruire, in così poco tempo, un sistema condiviso di regole per la contrattazione del 2026.

I prezzi di riferimento per le diverse tipologie

Fermo restando il principio dell'autonomia contrattuale delle singole aziende nella fase di sottoscrizione dei contratti di fornitura, è stato stabilito un prezzo medio di riferimento che si articola in base alla tipologia del prodotto.

Per il pomodoro tondo, destinato principalmente alla produzione di pelati, è stato fissato un valore di 140 euro a tonnellata, mentre per il pomodoro lungo si è raggiunta una quota di 150 euro a tonnellata; al pomodorino, infine, è stato attribuito un prezzo di 210 euro a tonnellata, a testimonianza di una differenziazione che tiene conto delle diverse rese e degli impieghi industriali.

La maggiorazione per il biologico e le strategie di filiera

Un elemento di particolare rilievo nell'intesa è rappresentato dalla maggiorazione di 45 euro a tonnellata prevista per il pomodoro biologico, un incremento che si applica trasversalmente a tutte e tre le tipologie considerate e che segna un passo avanti significativo nella valorizzazione delle produzioni a basso impatto ambientale.

L'accordo, oltre a delineare i parametri economici, ha confermato il mantenimento del differenziale di prezzo tra le varietà tonde e lunghe, una scelta che mira a sostenere in modo specifico la filiera del pelato e a promuovere il percorso, già avviato, per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta per il Pomodoro Pelato di Napoli; un obiettivo, quest'ultimo, che le parti intendono perseguire congiuntamente per rafforzare l'identità e la competitività di un prodotto simbolo del Made in Italy.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Pasquale D'Acunzi, coordinatore del comitato Centro-Sud di Anicav, ha sottolineato come abbia prevalso il senso di responsabilità da entrambe le parti, definendo l'accordo come uno strumento fondamentale per garantire alla filiera le certezze necessarie ad affrontare la prossima campagna con la dovuta serenità; un'intesa, la sua, che l'esponente dell'associazione auspica possa diventare un riferimento stabile per rafforzare il clima di fiducia e l'equilibrio nei rapporti tra il comparto agricolo e quello industriale.

Sulla stessa lunghezza d'onda si è posto Aldo Rodolfi, presidente nazionale di Anicav, che ha accolto con soddisfazione la sottoscrizione dell'accordo, in quanto completa il quadro delle intese per l'intera filiera italiana, dal Nord al Sud del Paese, dimostrando come il dialogo e la responsabilità collettiva possano tradursi in risposte concrete per la competitività del settore, anche in un contesto operativo che non si presenta privo di complessità.

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