Chiara Bacchini, morta a 18 anni dopo l’incidente a Riccione: sarà donatrice di organi
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Redazione Interno
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Si è interrotta per sempre, a diciott’anni appena compiuti, la vicenda terrena di Chiara Bacchini, la ragazza di Riccione rimasta gravemente ferita nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio in uno scontro tra il suo scooter e un’automobile. La giovane, che dalla sera dell’incidente lottava nella terapia intensiva dell’ospedale Bufalini di Cesena, è deceduta oggi dopo tre lunghi giorni di agonia durante i quali nulla hanno potuto gli sforzi dei sanitari della rianimazione. Già in mattinata, i medici avevano accertato l’avvenuto stato di morte cerebrale; nel pomeriggio, completata la procedura prevista per la diagnosi definitiva, ne è stata dichiarata la morte.
L’incidente all’incrocio e il trasporto d’urgenza in elicottero
Il sinistro, avvenuto all’altezza di via Castrocaro all’incrocio con via Monte Bianco – nei pressi del parco della Resistenza, zona ben nota ai riccionesi –, ha avuto una dinamica ancora al vaglio della polizia locale, che sta cercando di ricostruire ogni singolo momento dello schianto. Secondo le prime rilevazioni, sarebbe allo studio l’ipotesi di una mancata precedenza: la diciottenne viaggiava in sella al suo scooter quando, giunta all’intersezione, si è scontrata violentemente con un’automobile. L’impatto, molto forte, l’ha scagliata a diversi metri di distanza, provocandole lesioni giudicate subito incompatibili con la vita. Soccorsa in codice rosso, è stata trasportata d’urgenza in elicottero al Bufalini di Cesena, dove veniva ricoverata nel reparto di Rianimazione con una prognisi riservata e poi divenuta disperata.
Tre giorni di agonia e la decisione sulla donazione
Nessuna delle terapie intensive messe in atto dall’équipe della rianimazione cesenate è riuscita ad arginare il deterioramento neurologico della ragazza. Per tre lunghi giorni, i sanitari hanno tentato di stabilizzare le sue condizioni, ma il quadro clinico – già dalla prima notte definito gravissimo – è progressivamente peggiorato fino all’irreversibile esito di questa mattina. La famiglia, assistita in ospedale dai referti dei medici, ha poi preso una decisione che trasforma la tragedia in un gesto estremo di generosità: saranno donati gli organi di Chiara. Una scelta, quella dei congiunti, che segue il protocollo previsto in caso di morte cerebrale, e che permetterà ad altri pazienti in lista d’attesa di ricevere una seconda possibilità.
Un ennesimo schianto mortale sulle strade della riviera romagnola
L’incidente di Riccione si aggiunge a una lunga scia di tragedie simili che hanno insanguinato, negli ultimi anni, le strade della riviera romagnola, spesso teatro di scontri tra mezzi a due e quattro ruote. In questo caso, a perdere la vita è una giovanissima neomaggiorenne, studentessa del posto, la cui esistenza è stata spezzata all’incrocio tra due vie residenziali. La polizia locale sta ancora ascoltando testimoni e acquisendo le immagini delle eventuali telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Al momento, non sono stati resi noti né i nominativi dell’automobilista coinvolto né eventuali provvedimenti a suo carico. L’unica certezza, drammatica, è che Chiara Bacchini non ce l’ha fatta: dopo la morte cerebrale accertata in mattinata, nel pomeriggio è arrivata la dichiarazione ufficiale del decesso.
L’iter giudiziario e le indagini sulla dinamica
Come prevede la prassi in sinistri stradali con esito mortale, la procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, anche se al momento nessuna ipotesi accusatoria è stata formalmente avanzata nei confronti del conducente dell’auto. Il ritardo nella dichiarazione di morte – avvenuta solo tre giorni dopo l’incidente – è dovuto ai tempi tecnici necessari per l’accertamento della morte cerebrale, che richiede rigorosi protocolli clinici e strumentali. Gli inquirenti attendono ora la relazione della polizia locale, che dovrà chiarire se il mancato rispetto della precedenza sia effettivamente alla base dello schianto oppure se altri fattori – come l’eccesso di velocità o le condizioni di illuminazione dell’incrocio – abbiano concorso a determinare la tragedia.




