Benzina annacquata a Roma, un distributore su cinque irregolare: sequestrate dieci tonnellate di carburante
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Redazione Interno
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Il caro carburanti lascia spazio a un'altra, ben più insidiosa, emergenza per gli automobilisti della Capitale. Se da un lato il calo del prezzo del petrolio degli ultimi giorni inizia a riverberarsi, sia pure con la consueta lentezza, sui listini alla pompa, dall'altro le cronache giudiziarie raccontano una storia di frodi e di potenziali pericoli per i motori.
Il governo, già alle prese con le critiche sollevate dalle associazioni dei consumatori e da Confindustria riguardo agli effetti del taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio – un intervento che continua a produrre benefici inferiori alle attese – deve ora fare i conti con un fronte inaspettato, quello della qualità del prodotto erogato.
I controlli della Guardia di finanza nella Capitale
Le ispezioni condotte dalla Guardia di Finanza nelle stazioni di rifornimento di Roma e della sua provincia hanno restituito un quadro inquietante, destinato ad alimentare le richieste di "controlli a tappeto" avanzate dai consumatori. Nel corso di due giorni di verifiche a campione, le Fiamme Gialle hanno scoperto che il 20% degli impianti controllati distribuiva carburante irregolare, con un bilancio che parla di oltre 10 tonnellate di prodotto sequestrato e sanzioni per più di 20.000 euro.
L'operazione, che ha preso le mosse da un'inchiesta dell'Adnkronos sul fenomeno del carburante impuro, ha confermato le preoccupazioni sollevate dalle centinaia di automobilisti rimasti a piedi nelle scorse settimane.
Il fenomeno del carburante adulterato
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i guasti improvvisi al sistema di alimentazione che hanno costretto migliaia di romani a rivolgersi all'officina non sono frutto di una coincidenza. La contaminazione da acqua, riscontrata sia nella benzina che nel gasolio, è il filo conduttore di una frode che espone i gestori a conseguenze penali e i guidatori a danni economici ingenti.
La presenza di acqua nel serbatoio, infatti, compromette la corretta combustione, danneggiando irrimediabilmente pompe, iniettori e l'intero sistema di alimentazione, con riparazioni che possono arrivare a costare diverse migliaia di euro.
Un fenomeno diffuso e le richieste di intervento
L'allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori, che da tempo segnalano il fenomeno della benzina annacquata come una piaga silenziosa, trova ora un riscontro oggettivo nei numeri dei sequestri. Il dato di un impianto irregolare su cinque nella provincia di Roma, se estrapolato a livello nazionale, lascia presagire un problema di dimensioni ben più ampie, che richiederebbe un potenziamento dei sistemi di monitoraggio e di controllo.
La Guardia di Finanza, forte dei risultati di queste ultime operazioni, ha già annunciato l'intenzione di proseguire con le ispezioni, mentre le associazioni di categoria chiedono regole più stringenti per garantire la trasparenza e la qualità del prodotto, in un settore già provato dalla fluttuazione dei prezzi e dalla concorrenza sleale.
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