La prima Juve europea di Spalletti è una manita: 5-0 al Nec, McKennie torna capitano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   La prima uscita europea della Juventus targata Luciano Spalletti si chiude con un 5-0 senza discussioni contro gli olandesi del Nec Nijmegen, un risultato che allontana le tensioni accumulate dopo la sconfitta in campionato contro il Sassuolo e consegna al tecnico toscano indicazioni precise sulla fisionomia della squadra. I bianconeri hanno impiegato appena mezz'ora abbondante per archiviare la pratica, sbloccando il punteggio al 9' e dilagando prima dell'intervallo, con una prestazione che ha convinto anche gli osservatori più scettici.

Spalletti ha varato il 3-4-2-1, un modulo che sembra più incline alle caratteristiche della rosa a disposizione. Il rientro di Weston McKennie, pienamente recuperato dall'affaticamento muscolare che lo aveva tenuto ai margini nelle settimane precedenti, ha consentito al tecnico di passare alla difesa a tre, dirottando Zeki Celik sulla corsia destra e schierando l'americano sulla fascia mancina.

McKennie ha indossato la fascia di capitano dal primo minuto, suggellando una consacrazione che va oltre la singola serata: peso specifico nello spogliatoio, maturità tecnica acquisita e anni di militanza a Torino lo rendono un punto fermo nello scacchiere bianconero. Proprio da una sua accelerazione è nato l'assist per la rete del 2-0 firmata da Kerim Alajbegovic.

La partita si è indirizzata subito grazie a una giocata che ha del clamoroso: Kamil Grabara, schierato a sorpresa titolare al posto di Vicario, ha pennellato un lancio lunghissimo dalla propria area che ha scavalcato l'intera linea di pressione e la difesa olandese, cogliendo impreparato il portiere avversario in uscita. Nico Gonzalez ne ha approfittato per depositare la sfera a porta sguarnita.

Serviva l'aria d'Europa per sbloccare i nuovi acquisti: Alajbegovic ha firmato il 2-0 con un record di precocità, Nick Woltemade ha trasformato il rigore del 3-0, Zeki Celik ha trovato la quarta rete e Randal Kolo Muani ha chiuso il conto, innescato da un lancio lungo di Jhon Lucumi. Un uno-due-tre-quattro che fotografa la serata fertile per chiunque abbia firmato per la Signora tra inizio giugno e i primi di settembre.

A fine partita, Alessandro Del Piero ha spiazzato tutti con una riflessione che sposta il focus dal risultato all'atteggiamento: «Fate vedere la partita che ha giocato il Nec nei settori giovanili». L'ex capitano bianconero ha poi precisato il senso della sua provocazione, riferendosi esplicitamente alle Under 15 e Under 14, «quei settori dove il risultato deve essere meno presente», dove dovrebbe esserci più voglia di esplorare e giocare con coraggio senza pensare allo score finale.

Spalletti, inizialmente, aveva calato la domanda nel contesto del calcio professionistico, osservando che quando un'italiana perde così diventa difficile parlarne in televisione, salvo poi cogliere il punto del ragionamento e riconoscere che «il calcio sta andando in questa direzione».

La prestazione degli olandesi è stata definita impresentabile da Tony Damascelli, mentre il Corriere della Sera ha parlato di una partita che «sembrava un'esibizione». Il Nec, terza forza dell'ultima Eredivisie, ha evidenziato limiti difensivi profondi, complice anche l'assenza del portiere titolare, e non è riuscito a creare occasioni di rilievo.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.