L’Italia in piazza tra jazz e memoria: l’ottantesimo della Repubblica secondo Mattarella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ottant’anni fa si sceglieva, attraverso un voto che per la prima volta coinvolgeva anche le donne, l’archiviazione della monarchia e l’inizio di un percorso nuovo segnato dalla pace e dalla giustizia sociale; quest’oggi, il presidente Sergio Mattarella non celebra quel passaggio soltanto con la tradizionale parata ai Fori Imperiali, ma stravolge i codici del cerimoniale aprendo i giardini del Quirinale a chi è spesso escluso dal racconto politico, cioè ai cosiddetti “fragili”. corriere +3

L’incontro di ieri – che ha visto l’abbraccio tra il capo dello Stato e circa 1500 invitati, tra cui molti rappresentanti delle fasce deboli – smentisce sul nascere quella retorica celebrativa che l’Italia, paese storicamente incline a svalutare il proprio cammino repubblicano, sembrava aver interiorizzato.

La stretta di mano, i selfie concessi senza riserve e l’ascolto diretto delle storie personali hanno trasformato la collina del Quirinale in uno spazio vivo, lontano dai rituali distaccati del potere. ilmanifesto +3

Uno spettacolo pop per raccontare il Novecento

L’evento di punta, quello che andrà in scena tra poche ore nella piazza antistante il Colle, si presenta come un’operazione culturale di respiro, capace di sintetizzare otto decenni di eventi attraverso linguaggi contemporanei.

La narrazione, affidata alla voce calda e riconoscibile di Francesco Pannofino – noto non solo come attore ma anche come doppiatore d’eccezione di star come George Clooney e Denzel Washington –, si snoderà lungo otto blocchi temporali, ognuno dedicato a un decennio di storia patria. sky +3

A scrivere i testi sono stati chiamati lo scrittore Maurizio De Giovanni e lo storico Agostino Giovagnoli, espressione di quella cultura democratica che ha contribuito a forgiare l’architettura istituzionale; la loro penna dovrà restituire la complessità del miracolo economico degli anni Cinquanta e la tensione degli anni di piombo, evitando facili entusiasmi ma anche facili denigrazioni. sky +3

Il tutto si svolgerà sotto lo sguardo (e collegato direttamente) di ben 23 piazze italiane, collegate da altrettanti maxischermi, quasi a restituire fisicamente alla gente quello che una volta era un ricevimento esclusivo. rainews +3

Jazz, diplomazia e il messaggio della Costituzione

Mentre in piazza si preparava il palco per lo spettacolo “I volti della Repubblica” – che vedrà alternarsi musicisti, danzatori e sportivi –, ieri nei giardini del Quirinale si era già levata la nota della Jazz Campus Orchestra della Fondazione Musica per Roma, sotto la direzione di Massimo Nunzi; quest’orchestra, nata con intenti didattici per avvicinare i più giovani all’improvvisazione, ha rappresentato simbolicamente l’inclusività che Mattarella vuole imprimere alle celebrazioni. oasport +3

C’è però anche il versante più austero della ricorrenza, quello che guarda al Mediterraneo e alle crisi internazionali: nel discorso ai corpi diplomatici, il presidente ha infatti richiamato l’articolo 11 della Costituzione, quello che ripudia la guerra come strumento di offesa, condannando al contempo le violenze in Medio Oriente e ribadendo la vicinanza all’Ucraina. ilmessaggero +3

La festa, insomma, non diventa mai una celebrazione ingenua, ma un’occasione per ribadire che la Repubblica, nata dalle macerie del conflitto, vive ancora oggi ancorata a quei principi di legalità internazionale che sembrano vacillare. corriere +3

Un 2 giugno senza retorica e senza esclusi

Se da un lato la parata militare di oggi ai Fori Imperiali – che per la prima volta vede sfilare in un settore esclusivo il Corpo di polizia penitenziaria – rappresenta la continuità dello Stato, dall’altro la scelta di annullare il tradizionale ricevimento esclusivo per aprire le porte al popolo rappresenta un fatto spartiacque.

In questa prospettiva, l’incontro con le categorie fragili diventa il vero atto politico: non ci sono discorsi altisonanti o promesse elettorali, ma il semplice gesto di condividere uno spazio simbolico. ildenaro +3

Il taglio decisamente popolare dato all’evento – con un grande show in diretta tv al posto del consueto cerimoniale chiuso – ha spiazzato molti partiti, che si trovano a fare i conti con una narrazione diretta della storia, priva di filtri ideologici. ilmessaggero +3

L’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, da molti data per scontata o per rotta, viene qui ricostruita con mattoni elementari: l’ascolto, la musica, e la memoria condivisa di un percorso lungo ottant’anni, fatto di risalite difficili e di conquiste sociali che non possono essere cancellate dalla cronaca nera o dalle difficoltà del presente. oasport +3

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