La morte di Dolores Dori: la sparatoria al campo nomadi di Lonato
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Redazione Interno
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La ricerca disperata di una figlia ventenne, che desiderava unirsi in matrimonio con un coetaneo appartenente a un nucleo familiare considerato antagonista, ha innescato la sequenza di eventi che ha condotto alla morte di Dolores Dori. La donna, che aveva quarantaquattro anni ed era di origini sinte, è stata colpita da tre proiettili, i quali le hanno trafitto l’addome e una gamba mentre, secondo quanto è stato ricostruito, tentava di allontanarsi dalla scena insieme al marito Hanz Colombo e a un figlio minorenne. Abbandonata in fin di vita dinanzi all’ospedale di Desenzano del Garda, la Dori non ha superato le ferite riportate. Le indagini, che procedono senza sosta per fare chiarezza sulla dinamica dello scontro a fuoco, si stanno concentrando sulla possibilità che uno dei colpi esplosi all’interno dell’abitacolo dell’auto, forse rimbalzato in maniera accidentale, abbia raggiunto la donna al collo, causandone il decesso. Un’ipotesi, questa, che si affianca a quella principale e che gli investigatori stanno vagliando con attenzione, analizzando ogni singolo dettaglio balistico.
La lite degenera in sparatoria
Nel piccolo accampamento di via Ferrarini, a Lonato del Garda, il conflitto tra i due gruppi familiari non si è limitato ai colpi che hanno ferito a morte la Dori. Sul posto gli investigatori hanno rinvenuto una Fiat 500 crivellata da proiettili, un veicolo che presenta fori e danni riconducibili a numerosi spari, a testimonianza di quanto accaduto nel tardo pomeriggio di giovedì. Quel che emerge, infatti, è che la lite degenerata in sparatoria abbia visto entrambe le fazioni impugnare e far esplodere armi da fuoco, con almeno due pistole identificate come origine dei colpi. Una ricostruzione, questa, che dipinge uno scenario estremamente concitato e pericoloso, nel quale le persone coinvolte hanno agito in uno stato di grande tensione.
Il presunto killer e le reazioni della famiglia
Il presunto autore materiale del colpo fatale, stando alle prime indiscrezioni che circolano tra gli inquirenti, sarebbe il consuocero della vittima, il quale risulta attualmente latitante e oggetto di una caccia serrata da parte delle forze dell’ordine. A tal proposito, un familiare della donna ha smentito categoricamente le voci relative a un fermo, affermando di non avere alcuna novità sulla vicenda. Nel frattempo, il fratello della Dori ha rilasciato dichiarazioni in cui sostiene di conoscere l’identità di chi ha sparato, aggiungendo un ulteriore tassello a un quadro già complesso e doloroso per tutti coloro che sono stati toccati dalla tragedia.
Il video delle minacce e le indagini in corso
Elementi di forte impatto emotivo continuano intanto ad affiorare, come il video in cui il marito della vittima, Hanz Colombo, appare armato di una pistola mentre rivolge minacce esplicite al presunto killer, promettendo vendetta qualora dovesse riuscire a trovarlo. Una reazione che, sebbene comprensibile nel contesto di un lutto così straziante, rischia di alimentare ulteriormente la spirale di violenza tra i gruppi rivali. Le indagini proseguono per accertare le responsabilità penali di ciascuno e per fare piena luce su ogni aspetto della sparatoria, con gli investigatori al lavoro per ricostruire l’esatta successione degli eventi e il numero preciso di colpi esplosi da ciascuna fazione.




