Gaza, negoziati in stallo tra accuse e nuovi scontri
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Redazione Esteri
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Mentre i colloqui per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi rimangono bloccati, gli scontri tra Israele e Hamas continuano a mietere vittime, alimentando una crisi che sembra lontana dalla risoluzione. Le parti, che da giorni si accusano reciprocamente di aver sabotato i negoziati mediati da Qatar, Egitto e Stati Uniti, mostrano posizioni inconciliabili, nonostante gli sforzi diplomatici del presidente americano Donald Trump, il cui inviato Steve Witkoff ha incontrato alti funzionari qatarioti esprimendo "fiducia" in un possibile accordo.
Hamas, dal canto suo, ha ribadito in un comunicato che Israele "non è disposto a raggiungere un'intesa", accusando il premier Benjamin Netanyahu di voler "sabotare un round di negoziati dopo l’altro". Il gruppo islamista ha inoltre rivendicato le recenti imboscate contro le truppe israeliane nella Striscia, definendole parte di una "guerra di logoramento" che, nonostante la superiorità militare avversaria, "sorprende il nemico con tattiche innovative". Intanto, tre soldati israeliani – due ventenni e un diciannovenne – sono morti ieri dopo che il loro carro armato è stato colpito da un razzo a Jabalia, nel nord di Gaza.
Sul fronte opposto, i raid aerei israeliani non accennano a diminuire. Oggi un’abitazione nel campo profughi di Shati, a ovest di Gaza City, è stata colpita, uccidendo almeno cinque persone e ferendone diverse altre, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Netanyahu, pur dichiarandosi aperto a un’intesa, ha ribadito che Israele "non lascerà la Striscia" e che, dopo un’eventuale tregua, "la guerra continuerà".
A complicare il quadro è l’intervento del presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, che ha esortato Hamas a rilasciare gli ostaggi e a consegnare le armi, sottolineando come il gruppo "non governerà Gaza" dopo il conflitto. Durante un incontro ad Amman con l’ex premier britannico Tony Blair, Abbas ha anche chiesto il rilascio dei prigionieri palestinesi, un cessate il fuoco immediato e l’ingresso illimitato degli aiuti umanitari.




