Il video della rissa tra Brad Pitt e Tom Cruise, creato con l'AI di ByteDance, mette Hollywood in allarme

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La circolazione in rete di un video che ritrae Tom Cruise e Brad Pitt, o meglio, due loro versioni digitali generate dall'intelligenza artificiale, mentre si affrontano in una violenta scazzottata su un cavalcavia di Los Angeles ha scatenato una reazione immediata e durissima da parte dell'industria cinematografica americana. Il regista irlandese Ruairí Robinson, che aveva condiviso il filmato sui social per mostrare la potenza del nuovo strumento di generazione video, probabilmente non immaginava di innescare una polemica che, in pochi giorni, ha portato a diffide legali e a una presa di posizione senza precedenti da parte dei grandi studi e dei sindacati di categoria. La sequenza, della durata di una quindicina di secondi e caratterizzata da un realismo impressionante, è stata realizzata con Seedance 2.0, l'ultimo modello di intelligenza artificiale sviluppato da ByteDance, la multinazionale cinese che controlla anche TikTok. Un secondo video, sempre condiviso da Robinson, mostrava i due attori – o i loro simulacri digitali – intenti a combattere con l'aggiunta di dialoghi, aumentando ulteriormente il senso di inquietudine per le potenzialità, e i pericoli, di questa tecnologia.

La protesta delle associazioni di categoria e le diffide degli studios

La reazione non si è fatta attendere. La Motion Picture Association, l'associazione che rappresenta i principali studi di Hollywood come Disney, Universal, Warner Bros. Discovery, Netflix, Paramount e Sony, ha diffuso una nota ufficiale in cui si definisce l'operato di Seedance 2.0 una violazione del copyright su scala massiccia, chiedendo a ByteDance di cessare immediatamente quella che è stata definita un'attività illecita. Charles Rivkin, presidente e amministratore delegato della MPA, ha parlato di un servizio lanciato senza significative protezioni contro la violazione, un atto che ignorerebbe le leggi sul copyright consolidate, le stesse che proteggono i creatori e sostengono milioni di posti di lavoro americani. A fare da eco è stata anche SAG-AFTRA, il potente sindacato degli attori, che in una dichiarazione ha denunciato l'uso non autorizzato delle voci e delle sembianze dei propri membri, definendo la cosa inaccettabile e lesiva della capacità dei talenti umani di guadagnarsi da vivere. Il sindacato ha accusato la piattaforma di disprezzare la legge, l'etica, gli standard industriali e i principi basilari del consenso -1-3-7.

La situazione è rapidamente degenerata sul piano legale. Fonti stampa, tra cui la BBC e il Hollywood Reporter, hanno riportato che la Disney ha inviato una lettera di diffida formale a ByteDance, accusando la società di essersi rifornita con quella che i legali della casa di Topolino hanno definito una "libreria pirata" di personaggi protetti da diritto d'autore, inclusi quelli del Marvel Cinematic Universe e della galassia di Star Wars. Non solo Cruise e Pitt, infatti: in rete sono comparsi altri filmati generati dall'AI che mostravano, ad esempio, Spider-Man e Captain America combattere per le strade di New York o personaggi di anime giapponesi, attirando le attenzioni investigative anche da parte del governo giapponese per potenziali violazioni del copyright -2-5.

La posizione di ByteDance e le misure di sicurezza annunciate

Di fronte a questa ondata di proteste, che ha visto persino sceneggiatori famosi come Rhett Reese, autore di Deadpool, commentare sui social con rassegnazione che "per noi è probabilmente finita", ByteDance è stata costretta a intervenire. L'azienda cinese ha dichiarato di rispettare i diritti di proprietà intellettuale e di aver ascoltato le preoccupazioni riguardanti Seedance 2.0, annunciando l'intenzione di accelerare l'introduzione di misure di sicurezza più stringenti. L'obiettivo dichiarato è quello di impedire che la piattaforma, al momento disponibile solo in Cina in fase di test limitato, venga utilizzata per riprodurre personaggi di fantasia famosi o per creare deepfake di celebrità senza autorizzazione. Fonti interne all'azienda hanno riferito che è già stata disattivata la funzionalità che permetteva agli utenti di caricare immagini di persone reali, un passo per arginare la generazione di contenuti non autorizzati. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli specifici sui nuovi meccanismi di controllo né tanto meno sui dataset utilizzati per addestrare il modello, un punto cruciale su cui si concentrano molte delle richieste di trasparenza -1-4-5.

L'impatto sul mondo del cinema e il precedente di OpenAI

Il caso Seedance 2.0 riapre con forza il dibattito sui confini etici e legali dell'intelligenza artificiale generativa applicata all'intrattenimento. La qualità iperrealistica dei video, ottenibili con poche righe di testo, ha dimostrato quanto sia ormai matura la tecnologia per creare contenuti che aggirano completamente i processi produttivi tradizionali, sollevando interrogativi inquietanti sul futuro del lavoro artistico e sulla stessa proprietà dell'immagine degli attori. Non è la prima volta che Hollywood incrocia le armi con queste piattaforme: lo scorso anno, gli stessi studios avevano citato in giudizio Midjourney, un altro generatore di immagini AI, per questioni simili. È interessante notare, come riportato da alcune agenzie, che a dicembre del 2025 la Disney stessa aveva firmato un accordo di licenza con OpenAI per consentire ai modelli della startup americana di utilizzare i propri personaggi di Star Wars, Pixar e Marvel nel generatore video Sora. Un precedente che dimostra come l'industria cerchi di navigare tra la difesa della proprietà intellettuale e la necessità di non restare tagliata fuori da una rivoluzione tecnologica che, per quanto temuta, appare inarrestabile -5-7.

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