Obsidian, niente Fallout: New Vegas 2: lo studio punta sulle sue creature originali

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono passati quasi quindici anni, eppure il richiamo di Fallout: New Vegas riecheggia incessante, come un mantra condiviso tra gli appassionati del genere. Quello spin-off, che per molti rappresenta l'apice indiscusso della saga in virtù di una scrittura profonda, di fazioni intricatamente caratterizzate e di una libertà di scelta pressoché assoluta, continua a nutrire un desiderio collettivo. Una speranza che, complice l'acquisizione di entrambe le società – Obsidian Entertainment, lo sviluppatore originale, e Bethesda, detentrice dell'IP – sotto l'egida di Microsoft, aveva persino trovato un terreno apparentemente fertile per germogliare. Le voci, alimentate da questa nuova configurazione societaria, hanno circolato a lungo, creando un'aspettativa che sembrava, almeno sulla carta, più realistica che in passato.

Le priorità creative di Obsidian

La realtà, come spesso accade, segue però binari diversi. Nonostante le pressioni, che si sono intensificate anche a seguito del rinnovato interesse generato dalla serie televisiva di successo, Obsidian Entertainment ha chiarito le proprie intenzioni, le quali appaiono diametralmente opposte alle fantasie dei suoi sostenitori. Il team di sviluppo, stando alle dichiarazioni del suo vicepresidente Marcus Morgan, non intende tornare nell'universo post-apocalittico che pure contribuì a renderlo celebre. La scelta, del tutto consapevole, è quella di privilegiare e di consolidare la propria identità creativa, concentrandosi esclusivamente su progetti originali che possano definire il futuro dello studio, piuttosto che rifare il suo passato.

Un catalogo già ricco di impegni

A suffragare questa posizione, del resto, c'è un portafoglio progetti già più che impegnativo. Con titoli come Avowed e Grounded 2 ormai disponibili da tempo, e con l'attesissimo The Outer Worlds 2 appena approdato sulle principali piattaforme, lo studio ha il suo lavoro completamente assorbito da queste sue creature. L'interrogativo ricorrente su un eventuale sequel di New Vegas, per quanto legittimo, finisce così per scontrarsi con una pianificazione aziendale concreta e ben definita, che non lascia spazio a deviazioni di percorso. L'attenzione è tutta rivolta al consolidamento di propri universi narrativi, un obiettivo che rappresenta la priorità indiscussa.

Un futuro costruito su IP proprie

Questa direzione, per quanto possa deludere una parte del pubblico, segna una volontà precisa di autonomia. Obsidian, infatti, preferisce investire le proprie energie intellettuali nel costruire mondi di cui detiene il controllo totale, piuttosto che mettere la sua firma su un IP di proprietà altrui, per quanto glorioso. È una scelta che parla di ambizione a lungo termine e di un desiderio di essere riconosciuti non come gli autori di un singolo, seppur magnifico, capitolo in una saga altrui, ma come architetti di esperienze role-playing uniche e indimenticabili che portano il loro nome. Un percorso, il loro, che prosegue spedito lontano dalle polveri del Mojave.

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