Denzel Dumfries sull'Inter: "Due finali di Champions, orgoglio e bilanci"
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Redazione Sport
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Denzel Dumfries, ritirato con la nazionale olandese, ha concesso un'intervista al quotidiano De Volkskrant tracciando un bilancio della sua esperienza all'Inter, prima con Inzaghi e poi con Chivu. Il terzino destro, ripercorrendo il percorso che lo ha portato a essere titolare nel club nerazzurro, ha espresso una profonda soddisfazione, definendo quasi impossibile migliorare ulteriormente le sue statistiche personali in termini di gol e assist.
Godersi il momento e l'orgoglio per i traguardi
“Quando mi fermo a riflettere sulla mia carriera, come è accaduto recentemente in seguito alla cerimonia del Pallone d’Oro, provo un grande orgoglio per me stesso”, ha affermato Dumfries. Ha sottolineato come un suo ex allenatore, Alex Pastoor, gli abbia insegnato l'importanza di “godersi il momento e di essere fieri dei propri traguardi”, una lezione che il calciatore ha fatto propria, ammettendo che non sia sempre semplice “allargare lo sguardo” e apprezzare appieno la propria posizione.
Il picco di produttività e le due finali di Champions
Tra gli episodi che suscitano in lui un legittimo orgoglio, l'esterno ha citato esplicitamente le due finali di Champions League raggiunte con la maglia dell’Inter in soli tre anni, un traguardo di altissimo livello. Ha poi aggiunto, con una punta di sicurezza, che realizzare un numero superiore di gol e assist rispetto a quelli già messi a referto appare un'impresa quasi irrealizzabile, lasciando intendere di aver già toccato un picco di produttività.
Una valutazione tra successi collettivi e individuali
Quella di Dumfries si configura come una pausa di riflessione per assorbire l'importanza di successi sia collettivi che individuali. L'aver partecipato al Pallone d’Oro, piazzandosi davanti a calciatori come Haaland, ha offerto l'occasione per una valutazione complessiva del suo cammino, confermando la validità di un approccio fondato sulla consapevolezza e sull'apprezzamento dei risultati ottenuti.




