Juventus, il pareggio con il Villarreal sa di sconfitta: Veiga stende i bianconeri nel finale
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Redazione Sport
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Igor Tudor, che aveva visto la sua squadra condurre per larga parte della ripresa, non ha usato giri di parole nel commentare il gol subito negli istanti conclusivi. “Non bisogna prendere quel gol da calcio d’angolo”, ha affermato con amarezza il tecnico, evidenziando senza mezzi termini quella che, alla resa dei conti, appare come una macchia in un’operazione per altri versi positiva. La delusione per aver lasciato sfuggire i due punti, quando ormai la vittoria sembrava essere stata amministrata con sufficiente acume, è palpabile nelle sue dichiarazioni e traccia un confine netto tra il punto conquistato e la vittoria che avrebbe potuto esserci.
La beffa di Renato Veiga
La dinamica dell’episodio decisivo, un’azione ferma sfruttata dall’avversario con un preciso colpo di testa di Renato Veiga, acquista un sapore ancor più amaro considerando le recenti vicende del calciatore. Fino a pochi mesi fa, infatti, Veiga contribuiva alla causa bianconera, rendendo ancor più singolare il suo ruolo di boia in una serata che la Juventus stava gestendo. Questo pareggio, peraltro, giunge dopo quello siglato in rimonta contro il Dortmund, delineando una certa fragilità nel chiudere gli incontri che inizia a diventare un motivo di riflessione.
La frustrazione di Federico Gatti
Non è un caso, dunque, che Federico Gatti, pur avendo firmato una delle reti con un’impressionante rovesciata, abbia dato sfogo a tutta la sua frustrazione. Le sue parole, crude e immediate, fotografano lo stato d’animo di uno spogliatoio che percepisce il peso degli errori. “Buttiamo via le partite”, ha dichiarato il difensore, sottolineando come questi scivoloni, se ripetuti, possano rivelarsi fatali nel percorso di una stagione dove ogni dettaglio conta.
Cosa ha funzionato e cosa no contro il Villarreal
Al di là del risultato immediato, l’incontro contro il Villarreal ha offerto elementi contrastanti su cui la squadra dovrà lavorare. Tudor stesso ha riconosciuto la crescita espressa nel secondo tempo, un periodo in cui i suoi hanno saputo imporre il proprio gioco e creare diverse occasioni pericolose. Quel che manca, e che emerge con forza in queste prime uscite, è la capacità di mantenere la concentrazione fino al fischio finale, un dettaglio che, in ambito europeo, viene spesso pagato a caro prezzo. La sensazione è che, nonostante i progressi nel rendimento complessivo, ci sia ancora della strada da fare per ritrovare quella solidità che permetta di chiudere in sicurezza le partite.




