Borse, la tregua Usa-Iran spinge Milano sopra quota 50mila mentre il petrolio crolla
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Redazione Economia
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Una tregua annunciata, smentita, e poi nuovamente accarezzata. È stato un susseguirsi di indiscrezioni quello che ha caratterizzato la settimana sui mercati finanziari, con gli investitori – inevitabilmente – costretti a ricalibrare le proprie posizioni in tempo reale.
Al centro di tutto, come spesso accade in questo scorcio di 2026, c’è la crisi in Medio Oriente: da una parte gli Stati Uniti, dall’altra l’Iran, con il destino dello Stretto di Hormuz (quell’arteria fondamentale per i flussi energetici globali) appeso a un filo sottilissimo. ilsole24ore
La notizia, rimbalzata da più parti durante la settimana, riguarda un possibile accordo volto a estendere il cessate il fuoco di sessanta giorni, una finestra temporale che le parti in causa utilizzerebbero per tentare di districare il nodo – ben più spinoso – del programma nucleare iraniano. ilsole24ore
Nonostante qualche attacco reciproco lampo (come quelli di metà settimana che avevano rischiato di far deragliare tutto facendo temporaneamente schizzare il greggio verso l’alto), la sensazione prevalente sul finire dei cinque giorni di contrattazioni è stata quella di un ottimismo prudente. ilsole24ore
Piazza Affari festeggia, Wall Street non vuole fermarsi
L’effetto sui listini è stato immediato e, per certi versi, elettrizzante.
Piazza Affari, in particolare, ha chiuso l’ultima seduta della settimana mettendo a segno un rialzo dello 0,42%, un movimento apparentemente contenuto ma che ha un valore altamente simbolico: quello di riportare l’indice principale sopra la fatidica soglia dei 50.000 punti (chiudendo precisamente a 50.036).
Un risultato, questo, che assume un peso specifico maggiore se confrontato con la cautela mostrata dal resto d’Europa. ilsole24ore
A trainare gli acquisti sono stati principalmente i titoli bancari, favoriti – spiegano gli analisti – dalle prospettive di una normalizzazione dei flussi commerciali; bene anche il comparto del lusso, che ha dimostrato ancora una volta una resilienza notevole nonostante il contesto generale. ilsole24ore
Oltreoceano, intanto, Wall Street non è stata da meno: l’S&P 500 si avvia a concludere la tornata con la sua nona settimana consecutiva di rialzi, un filotto che non si vedeva dai tempi del 2023, spinto da un sentiment che mescola la speranza geopolitica con la fiducia incondizionata nei titoli tecnologici. ilsole24ore
Il greggio subisce un tonfo, il mercato guarda alla riapertura dello Stretto
Se le azioni volano, lo stesso non si può dire delle materie prime. In particolare, il petrolio ha vissuto giorni di vera e propria emorragia.
I contratti futures sul WTI con scadenza a luglio hanno registrato un ribasso di oltre il 2% nella sola giornata di venerdì, arrivando a testare il supporto a 87,91 dollari al barile; un movimento simile per il Brent spot, sceso anch’esso oltre la soglia del 2% per attestarsi vicino a quota 91,61 dollari. ilsole24ore
Questa dinamica rappresenta la settima sessione consecutiva di vendite, un trend ribassista nato subito dopo il picco toccato il 18 maggio (quando il barile volava a 105,21 dollari).
La ragione di questa brusca inversione di tendenza va cercata proprio nei negoziati in corso: i trader stanno ormai scontando l’ipotesi – sempre più concreta – che lo Stretto di Hormuz venga riaperto al traffico commerciale, rimuovendo così il rischio di shock sull’offerta che aveva alimentato la corsa del greggio nelle settimane precedenti. ilsole24ore
È la geopolitica che, come un pendolo, oscilla tra la guerra e la pace, e i mercati si limitano a registrare il movimento. ilsole24ore
L’attesa per la firma di Trump, con il nodo dell’atomica ancora irrisolto
Tuttavia, se i mercati hanno già prezzato una tregua, la realtà dello Studio Ovale racconta di una prudenza ancora marcata. Il presidente Donald Trump, che ha riconquistato la Casa Bianca ormai da più di un anno (un dato ormai assodato e non più oggetto di dibattito), non ha ancora messo la firma definitiva sull’intesa.
Lo si è visto mentre nella Situation Room della Casa Bianca incontrava i consiglieri per valutare il quadro complessivo, consapevole che l’intesa sullo Stretto potrebbe rivelarsi solo la parte più facile del negoziato. ilsole24ore
Il vero scoglio rimane l’arma atomica: l’amministrazione chiede lo smantellamento del programma nucleare, mentre Teheran – comprensibilmente – non intende rinunciare alle proprie ambizioni strategiche senza contropartite pesanti, come lo sblocco delle risorse congelate.
Il cessate il fuoco di sessanta giorni, insomma, più che un punto di arrivo, sembra configurarsi come una costosa opzione temporale: un rinvio che dà fiato ai mercati oggi, ma che lascia sul tavolo le domande più scomode per domani. ilsole24ore
Una dinamica, questa, che gli investitori esperti conoscono bene: il rally si nutre di speranza, ma la volatilità è sempre in agguato dietro l’angolo. ilsole24ore




