Hacker rubano migliaia di documenti dagli alberghi e li mettono in vendita nel dark web
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Redazione Interno
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Un gruppo di cybercriminali, identificato come “Mydocs”, ha violato i sistemi informatici di diverse strutture alberghiere in Italia, tra cui l’Albergo Regina Isabella di Lacco Ameno e l’Hotel Continentale di Trieste, sottraendo decine di migliaia di documenti di identità. Le scansioni ad alta risoluzione di passaporti, carte d’identità e altri riconoscimenti, utilizzati dai clienti durante il check-in, sono finiti in vendita nel dark web. Secondo l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), che ha monitorato l’attività illecita, il furto riguarderebbe almeno 70 mila file, divisi tra quattro strutture colpite tra giugno e luglio.
L’attacco al Regina Isabella, simbolo del lusso ischitano e frequentato da personalità di rilievo, ha portato alla diffusione online di oltre 30 mila documenti. L’hotel, costruito alla fine degli anni Cinquanta dal produttore cinematografico Angelo Rizzoli, non è stato l’unico obiettivo: anche il provider che gestisce i dati del Continentale di Trieste è stato violato, con 17 mila file trafugati. La direzione della struttura triestina, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni.
La metodologia utilizzata dagli hacker non è stata ancora chiarita nei dettagli, ma l’Agid ha confermato che si tratta di un’operazione sofisticata, finalizzata al mercato illegale del dark web, dove i documenti vengono scambiati per frodi o furti d’identità. Le autorità stanno indagando per ricostruire l’entità del danno e identificare i responsabili, mentre i gestori delle strutture coinvolte sono chiamati a verificare eventuali vulnerabilità nei propri sistemi.




