Dettagli rivelati sul femminicidio di Giulia Cecchettin
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Emergono nuovi dettagli sul femminicidio di Giulia Cecchettin, a seguito dell'interrogatorio di Filippo Turetta, avvenuto lo scorso dicembre. Il rapporto tra i due ragazzi è stato caratterizzato da diversi episodi di violenza fisica e verbale, come confermato dal 22enne accusato di omicidio volontario. Turetta ha ammesso di aver dato uno schiaffo a Giulia in una precedente occasione.
Durante l'interrogatorio, Turetta ha fornito una versione degli eventi che coincide con quanto riferito nella sua prima telefonata, immediatamente dopo l'arresto. Ha spiegato di aver portato con sé due coltelli con l'intenzione di utilizzarli per suicidarsi. Queste informazioni sono state confermate dal suo primo difensore, l'avvocato Emanuele Compagno, che lo ha rappresentato nelle prime fasi dell'arresto.
Dopo il delitto, Turetta è fuggito dalla Riviera del Brenta alla Germania, dove è stato arrestato. Durante il suo racconto di nove ore al pm, Turetta ha usato parole molto cruente. Ha ammesso di aver ucciso Giulia guardandola negli occhi, sostenendo che non poteva vivere senza di lui.
Dopo un incontro al centro commerciale di Marghera, Turetta ha guidato Giulia fino al parcheggio di via Aldo Moro a Vigonovo, a 150 metri da casa della ragazza. Qui è avvenuto il primo assalto, durante il quale Giulia ha cercato di scappare più volte, ma è stata colpita con incredibile ferocia.




