Caldo e afa, la regola del 6 per affrontare le giornate più calde dell’estate

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le temperature torride di questi giorni, che sembrano non voler concedere tregua, ci spingono a cercare rimedi per aiutare il nostro corpo ad affrontare il repentino innalzamento dei termometri. Con l'arrivo dell'estate e le prime, intense ondate di calore, tutto diventa più difficile, nel lavoro e nella vita quotidiana; e anche qualche semplice consiglio, come quelli contenuti nella cosiddetta regola del 6 elaborata da un chirurgo ortopedico, Paul Lee, possono aiutarci a sopravvivere a questa estate torrida.

L'afa e l'umidità, che spesso accompagnano il caldo estremo, rendono ancor più gravoso lo sforzo del nostro organismo, aumentando i rischi di malori e disidratazione, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.

Un decalogo per proteggersi: le linee guida del Ministero della Salute

Di fronte a questa situazione, il Ministero della Salute ha da tempo diffuso un vademecum di buone pratiche per affrontare le ondate di calore, un decalogo che racchiude le indicazioni fondamentali per proteggere la propria salute. Tra i consigli principali, spicca quello di evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata, in particolare tra le 11 e le 18, quando il sole picchia più forte e il rischio di colpi di calore è maggiore.

È consigliato, inoltre, indossare abbigliamento leggero, preferibilmente in fibre naturali come cotone o lino, che garantiscono una migliore traspirazione della pelle, e proteggere la testa con un cappello quando ci si espone al sole.

Anche l'ambiente domestico e lavorativo va reso più vivibile, arieggiando i locali durante le ore più fresche e schermando le finestre con tapparelle o tende per tenere lontano il calore; se si utilizza l'aria condizionata, è importante regolarla a una temperatura compresa tra i 24 e i 26 gradi, per evitare dannosi sbalzi termici.

Idratazione e alimentazione: i pilastri per resistere all'afa

Uno dei capisaldi per affrontare il grande caldo è una corretta idratazione: bere molta acqua, almeno due litri al giorno, è essenziale per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione e prevenire la disidratazione. È importante evitare bevande gassate, troppo zuccherate e, soprattutto, alcoliche, che possono peggiorare la situazione e favorire la disidratazione; anche il caffè, se consumato in eccesso, può avere un effetto diuretico e quindi non essere d'aiuto.

Parallelamente, è fondamentale seguire un'alimentazione leggera, preferendo pasti a base di frutta e verdura fresca e di stagione, come pesche, meloni e ciliegie, che aiutano a dissetare e forniscono sali minerali preziosi. Per chi pratica attività fisica, l'indicazione è quella di spostare gli allenamenti nelle prime ore del mattino o alla sera, evitando le ore centrali della giornata, e di bere abbondantemente prima, durante e dopo l'esercizio.

I soggetti più a rischio e l'importanza della prevenzione

Le ondate di calore, ormai sempre più frequenti e intense, rappresentano un concreto rischio per la salute, non solo un disagio, e le categorie più esposte sono gli anziani, i pazienti fragili e i bambini molto piccoli. Come sottolineato da Alessandro Riccardi, presidente della Simeu, la Società scientifica dei medici di emergenza e urgenza, il succedersi così frequente di questi eventi termici estremi espone a maggiori rischi, aggravando le patologie croniche già in atto nelle persone più vulnerabili.

Per questi soggetti, è fondamentale prestare particolare attenzione, contattare il medico curante al primo segnale di malessere e, nel caso di persone sole, offrire assistenza e supporto per le faccende quotidiane, magari anche solo con una telefonata o una visita di cortesia per accertarsi che tutto proceda bene. Il modello italiano di monitoraggio e prevenzione del caldo, del resto, è stato recentemente indicato come un esempio virtuoso dall'Organizzazione mondiale della sanità, che ha lodato la proattività del nostro sistema nel tutelare la salute pubblica.

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