Mario Roggero va in carcere, l'attacco ai giudici e l'ultimo appello: «Ora combattete per me» - Il video

Il gioielliere sui social prima di costituirsi: «Mi mandano all'ergastolo, sarete voi la mia voce» «È finita». Getta la spugna Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato ora in via definitiva dalla Cassazione per l’omicidio di due rapinatori dopo l’assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. Roggero è pronto a costituirsi ed andare in carcere nel giorno stesso della sentenza della Cassazione, come anticipato dai suoi avvocati. (Open)

Se ne è parlato anche su altre testate

I giudici della prima sezione penale hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa, rendendo definitiva e facendo passare in giudicato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione decisa nel dicembre dello scorso anno dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino. (Leggo.it)

Ossia Mario Roggero, il gioielliere settantenne di Grinzane Cavour che oggi, 15 luglio, aspetta di sapere se dovrà entrare in carcere, dopo aver ucciso due rapinatori che avevano assaltato il suo negozio. (Torino Cronaca)

Il gioielliere Mario Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere in via definitiva. Un video nel quale lo si vede chiaramente amareggiato: l'uomo aveva provato a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi di competenza, asserendo come si fosse trattato di "legittima difesa". (Il Giornale d'Italia)

Emanuele Filiberto e la firma a favore di Roggero dopo la sentenza su Grinzane Cavour: «Distinguere chi delinque da chi si difende misura della civiltà»

Il caso di Mario Roggero, gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, arriva a sentenza definitiva. Ieri la corte di cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la condanna stabilita al secondo grado di giudizio. (il manifesto)

I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dal difensore dell'imputato. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale di Cassazione. (L'Unione Sarda.it)

«Non posso tacere il mio dissenso di fronte a una sentenza che, pur nel rispetto dovuto alla magistratura e al suo giudizio tecnico, appare a molti italiani, e appare anche a me, distante dal comune sentire di giustizia». (Corriere Torino)