Concord, il flop di Sony rivive per mano dei fan ma l'azienda reagisce

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il clamoroso fallimento di Concord, titolo live-service lanciato con grandi aspettative nell'agosto 2024 e ritirato dal mercato dopo un'esistenza brevissima, sembrava aver scritto la parola fine sulla vicenda. Un piccolo gruppo di appassionati, tuttavia, ha deciso di sfidare quel destino, ricostruendo meticolosamente da zero l'infrastruttura di rete necessaria e riportando in vita, seppur in forma non ufficiale, l'ero shooter su piattaforma PC. Un'operazione tecnica notevole, la quale, se da un lato ha riacceso l'entusiasmo di quanti avevano apprezzato le meccaniche di gioco nonostante il crollo commerciale, dall'altro ha immediatamente attirato l'attenzione della stessa Sony, la quale non ha perso tempo nel manifestare la propria disapprovazione attraverso strumenti legali.

La rinascita attraverso server non ufficiali

L'iniziativa, portata avanti in modo del tutto autonomo, ha permesso a coloro che possiedono ancora una copia digitale del gioco di accedere a dei server privati, bypassando così la chiusura definitiva decretata dalla società. Questo sforzo collettivo, nato dalla volontà di non disperdere un'esperienza per la quale alcuni avevano sviluppato un genuino interesse, rappresenta un fenomeno ricorrente nell'universo dei videogiochi online quando questi vengono spenti dai loro editori. Ciò che rende peculiare il caso di Concord, al di là degli ingenti investimenti andati in fumo e della chiusura dello studio di sviluppo che lo aveva realizzato, è la rapidità con cui la holding giapponese è intervenuta per tentare di arginare il fenomeno.

La risposta legale di Sony attraverso le richieste di rimozione

Pochi giorni dopo che i primi resoconti del gioco funzionante hanno iniziato a circolare in rete, infatti, Sony ha esercitato i propri diritti di proprietà intellettuale emettendo numerose richieste di rimozione, i cosiddetti takedown notice DMCA, contro video e contenuti che mostravano il gameplay della versione "resuscitata". Questa mossa, sebbene non costituisca una presa di posizione pubblica e ufficiale sull'intera operazione dei fan, delinea una strategia chiara e senza compromessi, finalizzata a mantenere il controllo assoluto sul proprio prodotto, ormai fuori commercio. Le notifiche, che hanno colpito diversi creator, lasciano pochi dubbi sulle intenzioni dell'azienda, la quale sembra intenzionata a spegnere sul nascere qualsiasi tentativo di prolungare, seppur in territori non commerciali, l'esistenza di quel titolo.

Uno scontro tra diritti e passione

La situazione crea quindi una contrapposizione tra il legittimo esercizio della proprietà intellettuale da parte di un'azienda, che ha tutto il diritto di proteggere il suo IP e decidere le sorti di un servizio che ha cessato di esistere, e la dedizione di una parte del suo pubblico, la quale, investendo tempo e competenze, cerca di preservare un frammento di storia videoludica che altrimenti verrebbe irrimediabilmente perduto. Mentre i server fan-made continuano, per il momento, a operare, la battaglia si è spostata sulla visibilità stessa dell'iniziativa, con Sony che mira a limitarne la diffusione nella sfera pubblica, rendendo più complicato per i giocatori scoprire e accedere a questa seconda vita non autorizzata di Concord.

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