Milan tra delusioni e errori, il Bologna scrive la storia: Coppa Italia dopo 51 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nonostante i riflessi pronti di Maignan, capace nel primo tempo di parate degne del suo livello, il Milan non ha potuto evitare la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro un Bologna che ha saputo approfittare delle fragilità avversarie. A decidere la partita è stato Ndoye, autore del gol nella ripresa, mentre la difesa rossonera – in particolare Tomori, presto ammonito e mai sicuro – ha mostrato crepe insolitamente ampie. Lo svizzero, aggirando con facilità l’ex Chelsea, ha firmato l’azione decisiva, lasciando ai suoi il trofeo più atteso.
Pulisic, tra i pochi a tenere testa alla pressione, ha cercato di dare slancio alla manovra offensiva, ma Leao, spesso annullato da Lucumì, ha deluso le aspettative. Il portoghese, come gran parte della squadra, è apparso spento, incapace di imporre la sua velocità. Jovic, subentrato nel secondo tempo, ha sprecato l’occasione più chiara, respinta da Skorupski, protagonista con un doppio intervento su Beukema e sul serbo.
Sul fronte opposto, il Bologna ha costruito il successo con ordine e determinazione. Castro, reduce da un infortunio che lo aveva tenuto lontano nei momenti cruciali, ha ribadito l’importanza del traguardo: "Pochi credevano in noi, ma abbiamo dimostrato di poter competere contro chiunque. Ora la Champions è l’obiettivo". Una vittoria che chiude un ciclo e ne apre un altro, con Italiano – sconfitto due anni fa con la Fiorentina – finalmente protagonista alzando un trofeo.




