Buen Camino, l'effetto Zalone e il paradosso del botteghino italiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Per anni ci siamo raccontati, quasi con un certo compiacimento, che il cinema fosse in fin di vita, soffocato dalle piattaforme digitali e dall'abitudine di fruire intrattenimento sul divano di casa, attribuendo la colpa di un presunto declino irreversibile a fattori economici e sociali di ogni tipo. L'analisi dei dati Cinetel per il 2025, però, restituisce un quadro più complesso e sfaccettato, che contraddice quelle narrazioni catastrofiste mostrando un settore in tenuta, seppur con delle contraddizioni evidenti. Gli incassi totali, infatti, hanno raggiunto la cifra di 496.552.723 euro, con un lievissimo incremento dello 0,5% rispetto all'anno precedente, mentre le presenze hanno subito un calo del 2%, attestandosi a 68.361.056 biglietti venduti; un paradosso, questo, spiegabile in gran parte con l'aumento generalizzato del prezzo del biglietto, che permette di generare ricavi simili con un pubblico numericamente inferiore.
Il decisivo contributo del cinema nazionale
A trainare il mercato, in un contesto peraltro ancora dominato da una platea a maggioranza maschile (53%), è stato senza dubbio il cinema italiano, coproduzioni incluse, che ha conquistato una fetta significativa del box office. I film nazionali hanno incassato 162.433.176 euro, vale a dire il 32,7% del totale, con una crescita considerevole del 33,7% sul 2024, e hanno attirato 22.780.815 spettatori, il 33,3% degli ingressi complessivi, segnando un +27,2% nelle presenze. Questi numeri, che testimoniano una vitalità inaspettata, sono stati in larga parte determinati dall'evento cinematografico dell'anno, il ritorno di Checco Zalone con "Buen Camino", pellicola che ha riacceso i botteghini e, com'è nella sua natura, anche diverse polemiche, dimostrando una capacità di richiamo sul pubblico che pochi altri artisti possiedono.
Un settore in equilibrio precario
Se da un lato, quindi, il dato aggregato sembra suggerire una certa stasi, con performance molto vicine a quelle del 2023 e del 2024, dall'altro la composizione di quel risultato racconta una storia diversa, dove il successo di un singolo film di casa nostra può fare la differenza e compensare le flessioni di altri titoli. Il cinema in Italia, stando a queste cifre, non è morto ma ha semplicemente cambiato dinamiche, vivacchiando in uno stato di equilibrio precario dove l'offerta nazionale, quando è in grado di intercettare il gusto del pubblico, può innescare fenomeni di partecipazione collettiva. Resta il fatto che il calo nelle presenze, sebbene contenuto, indica una tendenza di fondo che il settore dovrà monitorare, poiché non è detto che l'aumento dei prezzi dei biglietti possa continuare a compensare indefinitamente una possibile erosione della base di spettatori abituali.
Il caso Zalone e il dibattito culturale
La straordinaria performance di "Buen Camino", che ha contribuito in maniera decisiva ai numeri positivi del cinema italiano, riapre inevitabilmente un dibattito più ampio sul tipo di prodotti che riescono a mobilitare il pubblico nelle sale. Zalone, con la sua comicità popolare e trasversale, dimostra di essere un caso unico, capace di attrarre fasce di spettatori molto diverse tra loro e di generare un vero e proprio evento sociale, un fenomeno che va ben al di là della semplice visione di un film. Questo successo, peraltro, arriva in un anno che non ha visto particolari picchi nelle cronache nera legate al mondo dello spettacolo, dove le inchieste giudiziarie hanno riguardato casi circoscritti, trattati dalle autorità con la necessaria riservatezza e senza che emergessero dettagli espliciti da offuscare l'attenzione generale per le vicende legate al cinema.




