Taglio dei cavi in Calabria, Occhiuto: “Vigliacchi, colpire la rete è colpire i cittadini”

Taglio dei cavi in Calabria, Occhiuto: “Vigliacchi, colpire la rete è colpire i cittadini”
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si placano le polemiche dopo il gravissimo episodio di sabotaggio che nella notte ha paralizzato la rete ferroviaria calabrese. Un gesto vile e inaccettabile, lo ha definito il presidente della Regione Roberto Occhiuto, commentando l’azione dolosa che ha portato al taglio dei cavi in fibra ottica e rame su due diverse tratte, causando ore di caos e disagi per migliaia di pendolari e viaggiatori.

Un atto coordinato tra Tirreno e Ionio

Il blocco della circolazione è scattato poco dopo l’una della notte di giovedì 9 luglio, quando i sistemi di sicurezza di Rete Ferroviaria Italiana hanno registrato un’interruzione simultanea su entrambi i versanti della regione. Sulla linea tirrenica, nel tratto compreso tra San Lucido e Longobardi, e sulla tratta jonica, tra Cutro e Isola Capo Rizzuto, i tecnici hanno riscontrato il tranciamento netto dei cavi, un intervento che ha richiesto diverse ore di lavoro prima di ripristinare la piena funzionalità delle linee.

La tempistica e la concomitanza degli eventi hanno subito fatto propendere per un atto volontario, benché le indagini coordinate dalla Procura di Paola e condotte dalla Polizia ferroviaria stiano vagliando diverse piste. Tra queste, la più accreditata rimane quella del tentativo di furto di rame, un fenomeno purtroppo noto, ma non viene esclusa l’ipotesi di un vero e proprio sabotaggio, considerata la precisione e la simultaneità dei tagli che hanno di fatto isolato la regione dai collegamenti nazionali.

"Così si colpiscono i cittadini"

La reazione delle istituzioni non si è fatta attendere. Il presidente Occhiuto, nel condannare fermamente quanto accaduto, ha voluto sottolineare come azioni di questo tipo finiscano inevitabilmente per ritorcersi contro la popolazione. “Forse qualcuno pensa, con azioni di questo tipo, di colpire il governo o il ministro Salvini”, ha dichiarato il governatore, “ma la realtà è che a pagarne le conseguenze sono migliaia di cittadini, costretti a subire pesanti disagi e limitazioni alla propria libertà di movimento”.

Un messaggio chiaro che sposta l’attenzione dalle possibili motivazioni politiche alle ricadute concrete sulla vita quotidiana dei calabresi, rimasti a piedi per ore, tra cancellazioni di treni e limitazioni di percorso.

Il presidente ha inoltre voluto esprimere gratitudine verso i tecnici di Rfi per il tempestivo intervento che ha permesso di riattivare la circolazione già nel corso della mattinata, auspicando che le forze dell’ordine e la magistratura possano presto fare luce sull’accaduto e assicurare i responsabili alla giustizia.

Le parole del ministro Salvini

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato apertamente di terrorismo, definendo l’atto come un attentato alla mobilità nazionale. “Spero che non ci sia nessuno che lo fa per motivi politici”, ha dichiarato il ministro a margine di un evento a Roma, “perché poi a piedi ci rimangono i pendolari calabresi”.

Salvini ha ricordato come un quarto dei disagi sulla rete sia causato da atti dolosi di questo tipo, sottolineando il paradosso di un governo impegnato in investimenti record sulle infrastrutture che deve fare i conti con gesti vandalici che minano la sicurezza e la regolarità del servizio.

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