"The Cage" debutta tra polemiche e successo, mentre il Nove cerca la sua strada
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La partenza di The Cage – Prendi e scappa, il nuovo game show condotto da Amadeus e Giulia Salemi su Nove, è stata accompagnata da un traino inaspettato: la finale epica del Roland Garros tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, trasmessa in chiaro sullo stesso canale. Un evento sportivo che, con le sue cinque ore e mezza di tensione, ha regalato al programma un’audience già calda, anche se il lancio – ritardato di mezz’ora rispetto al previsto – ha lasciato qualcuno perplesso.
Il format, adattamento dell’israeliano Raid the Cage, punta su ritmo serrato e adrenalina, con squadre che devono "saccheggiare" una gabbia piena di premi sotto la pressione del tempo. Amadeus, senza giacca e cravatta, si muove con la sicurezza di chi conosce bene i meccanismi del piccolo schermo, mentre Giulia Salemi, al suo fianco, ha convinto il pubblico con una presenza naturale. I social, divisi tra entusiasmo e scetticismo, hanno però trovato un punto d’accordo: il conduttore, questa volta, "non può toppare".
Ma se il programma funziona, grazie anche a una regia dinamica e a un cast ben assortito, resta il problema di fondo sollevato da Aldo Grasso: il Nove, che ha investito su Amadeus per rilanciarsi, sembra ancora in cerca di un’identità. "Non è lui a dover portare idee alla rete", ha scritto il critico, "ma è la rete che deve giustificare il suo ingaggio". Un paragone calzante, quello con la nazionale di Spalletti: tanti talenti, ma poco gioco di squadra.




