Dimarco ko, incognita nazionale: si eviteranno scontri, ma...
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Redazione Sport
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Federico Dimarco, uno dei pilastri dell’Inter nella stagione in corso, è costretto a uno stop forzato che potrebbe avere ripercussioni non solo per il club milanese, ma anche per la nazionale italiana. Come riportato da Tuttosport, la risonanza magnetica a cui si è sottoposto il terzino sinistro ha evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra, con un periodo di recupero stimato in tre settimane. Un infortunio che, oltre a privare Simone Inzaghi di un elemento chiave, solleva interrogativi sulla sua eventuale convocazione per gli impegni azzurri.
La situazione, già delicata per l’Inter, si complica ulteriormente considerando che Dimarco difficilmente tornerà in campo prima della prossima sosta. Questo scenario, inevitabilmente, mette in discussione la sua presenza nella nazionale di Luciano Spalletti, che nei prossimi giorni sarà ad Appiano Gentile per preparare la sfida amichevole contro la Germania, in programma al Meazza. Tuttavia, è improbabile che si arrivi a uno scontro frontale tra la federazione e il club, visto che Spalletti ha sempre mantenuto un rapporto collaborativo con le società, evitando tensioni inutili.
Intanto, l’emergenza esterni in casa nerazzurra si fa sempre più pressante. Oltre a Dimarco, infatti, mancheranno anche Matteo Darmian, Carlos Augusto e Nicola Zalewski, lasciando Inzaghi con un’unica opzione di ruolo: Denzel Dumfries. Una carenza che costringerà il tecnico a ripensare la formazione in vista della trasferta di Champions League contro il Feyenoord. Dopo il tentativo fallito di adottare un 4-4-2 a Napoli, è probabile che l’Inter torni al collaudato 3-5-2, con Benjamin Pavard schierato a destra e Dumfries a sinistra, oppure con Alessandro Bastoni avanzato a sostegno di Yann Bisseck.
La partita contro il Monza, in programma dopo la sosta, potrebbe invece segnare il ritorno di Carlos Augusto, mentre per Dimarco si dovrà attendere almeno la sfida con l’Udinese. Intanto, l’Inter volerà in Olanda con una squadra ridotta all’osso, in un momento cruciale della stagione che potrebbe influenzare non solo il percorso europeo, ma anche l’assetto tattico futuro.




