Sciopero per Gaza dichiarato illegittimo: conseguenze per i partecipanti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La presidente della Commissione di Garanzia ha chiarito che lo sciopero generale di oggi, promosso da Cgil, Usb e altre organizzazioni di base a sostegno della popolazione di Gaza, è stato giudicato illegittimo a causa della mancata osservanza del preavviso di dieci giorni, previsto dalla normativa che regola l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Tale vizio di forma, che inficia la legittimità dell’astensione dal lavoro, apre la strada a una serie di conseguenze per coloro i quali, nonostante l’avviso, hanno deciso di aderire alla protesta. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del quale è titolare Matteo Salvini, aveva del resto preannunciato alla vigilia che chiunque avesse partecipato all’iniziativa, successivamente dichiarata illegittima, ne avrebbe pagato personalmente le responsabilità, così come espressamente stabilito dalla legge.

Episodi di tensione durante le manifestazioni

Mentre i cortei, che hanno registrato un’ampia partecipazione in circa cento piazze italiane, si svolgevano per lo più in maniera ordinata, alcuni episodi di tensione non sono mancati in diverse città. A Roma, il corteo partito da piazza dei Cinquecento si è diretto verso il ministero dei Trasporti, dove alcuni manifestanti hanno lanciato uova e petardi contro l’edificio, accompagnando il gesto con insulti e slogan rivolti al ministro. A Torino, invece, sono stati scagliati oggetti in direzione delle forze dell’ordine schierate a presidio della manifestazione. Altri momenti di criticità si sono verificati a Firenze, con l’esplosione di petardi sui binari della stazione ferroviaria, e a Bari, dove si sono registrate contestazioni davanti al consolato israeliano.

Il fondamento giuridico della decisione

Il fondamento giuridico della dichiarazione di illegittimità poggia sull’inosservanza delle procedure che disciplinano lo sciopero, le quali, come ribadito dalla Commissione di Garanzia, richiedono un preavviso formale di dieci giorni. Questa disposizione, spesso oggetto di dibattito, assolve alla funzione di consentire la predisposizione delle misure necessarie a garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali, il cui blocco potrebbe comportare disagi rilevanti per la collettività. La violazione di tale obbligo, di per sé, costituisce l'elemento sufficiente a determinare l’illegittimità della protesta, a prescindere dalle motivazioni che la animano, le quali in questo caso si richiamano alla condanna del massacro di civili a Gaza e all’opposizione al riarmo.

Le possibili sanzioni per i dipendenti

Le conseguenze per i dipendenti del settore trasporti che hanno aderito allo sciopero, dunque, non attengono alla sfera penale ma a quella del rapporto di lavoro, potendo configurare una forma di assenza ingiustificata. Le singole aziende, sulla base dei contratti collettivi e delle normative interne, potranno quindi procedere a trattenere dalla retribuzione la somma corrispondente alle ore di astensione, applicando le sanzioni disciplinari previste. La legge, infatti, pur tutelando il diritto di sciopero, ne delimita l’esercizio all’interno di precisi confini procedurali, il cui mancato rispetto comporta, inevitabilmente, delle ricadute personali per chi vi prende parte.

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