Il Tesoro riorganizza il debito: collocati oltre 1,5 miliardi nel Btp trentennale, attesa per l'asta del 27
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha condotto a termine un’operazione di concambio di titoli di Stato, una manovra tecnica che consente di gestire la scadenza del debito pubblico rimpiazzando titoli in scadenza con obbligazioni a più lunga durata. Nel dettaglio, attraverso un riacquisto via sindacato di cinque Btp con scadenze comprese tra il 2026 e il 2028, il Tesoro ha contestualmente emesso e collocato la quarta tranche del Btp con cedola del 4,65% e scadenza nell’ottobre 2055. L’emissione del Titolo trentennale, che ha raccolto richieste per 2,74 miliardi di euro, è stata infine assegnata per un importo di 1,587 miliardi, cifra leggermente inferiore al massimo di due miliardi inizialmente offerti. I titoli a breve termine ritirati dal mercato, dei quali alcuni erano prossimi alla scadenza, hanno visto un riacquisto nominale complessivo che supera il miliardo e seicentomila euro, segnando un riallungamento della curva del debito in un’ottica di gestione del portafoglio obbligazionario nazionale.
Il meccanismo dell'asta marginale per il nuovo Btp Short Term
Sul fronte delle nuove emissioni, l’attenzione si sposta ora sull’appuntamento di martedì 27 gennaio, quando il MEF metterà all’asta un paniere di titoli per un importo complessivo potenziale fino a cinque miliardi di euro. L’operazione, il cui regolamento è fissato per il 29 gennaio, sarà caratterizzata dall’utilizzo del meccanismo dell’asta marginale, il quale prevede una determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa all’interno di un intervallo prefissato. Tra i titoli in offerta, spicca il nuovo Btp Short Term con scadenza febbraio 2028, che sarà emesso con una cedola annuale lorda del 2,2% e per un importo compreso tra i due miliardi e mezzo e i tre miliardi di euro, a cui si aggiunge un’asta supplementare da novecento milioni.
La composizione dell'emissione e i titoli indicizzati all'inflazione
Accanto al titolo a breve termine, il ministero ha previsto di collocare anche due tipologie di Btp indicizzati all’inflazione europea, i cosiddetti BTP€i, pensati per investitori che intendono proteggere il proprio capitale dall’erosione dei prezzi. La prima tranche riguarda un titolo a cinque anni con scadenza agosto 2031 e una cedola annua dell’1,10%, la cui emissione è stimata tra i 750 milioni e il miliardo di euro. La seconda, invece, è un’obbligazione con durata trentennale in scadenza a maggio 2056, dotata di una cedola del 2,55% e un volume d’asta analogo a quello del titolo quinquennale. Questa duplice proposta, che affianca al debito a tasso fisso quello legato all’andamento dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo, mira a diversificare le fonti di finanziamento e a intercettare una domanda di mercato più ampia e differenziata.
Il contesto delle operazioni e la gestione del portafoglio
Queste manovre, se da un lato estendono la vita media del debito collocando titoli a lungo termine, dall’altro riforniscono di liquidità il Tesoro attraverso l’emissione di strumenti a più breve scadenza, bilanciando così le esigenze di cassa con la sostenibilità del debito nel lungo periodo. L’operazione di concambio appena conclusa, in particolare, permette di alleggerire il carico di rimborsi concentrati nel biennio 2026-2028, sostituendoli con un impegno finanziario dilazionato nel tempo. Il tutto avviene in un quadro di trasparenza, dove gli importi e le caratteristiche tecniche dei titoli sono comunicati preventivamente, lasciando al meccanismo d’asta il compito di determinarne il prezzo finale in base alla domanda degli investitori istituzionali.




