Alessandro Antonello lascia l’Inter: Marotta unico ceo, il futuro è Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Antonello non è più il ceo Corporate dell’Inter. L’addio, annunciato ufficialmente dal club nerazzurro, segna la fine di un’era per il dirigente, che dopo quasi un decennio di collaborazione ha deciso di cogliere “nuove sfide”. Una decisione che, sebbene attesa, rappresenta un punto di svolta per la struttura societaria del club milanese, che da oggi affiderà tutte le deleghe a Giuseppe Marotta, già presidente e ceo Sport, ora unico amministratore delegato.

Antonello, entrato in Inter nel 2015 come chief financial officer, aveva assunto il ruolo di ceo nel 2017, diventando una figura chiave nella gestione economica e operativa del club. Durante il suo mandato, l’Inter ha vissuto un periodo di rilancio, culminato con la vittoria dello scudetto nella stagione 2020-2021 e la recente finale di Champions League. Il suo contributo, come sottolineato dalla società, è stato fondamentale per avviare un ciclo di successi, ma ora il suo percorso con i nerazzurri si conclude.

La decisione di Antonello di lasciare l’Inter non è stata improvvisa. Già da tempo circolavano voci sul suo possibile addio, alimentate da un contesto societario in evoluzione e da un’organizzazione che, con l’arrivo di Marotta alla presidenza lo scorso giugno, stava già virando verso una struttura più snella. La scelta di unire le deleghe sportive ed economiche sotto un’unica figura, quella di Marotta, sembra rispondere a una logica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse.

Il futuro di Antonello, tuttavia, sembra già delineato. Fonti vicine al dirigente indicano che potrebbe presto approdare alla Roma, club alla ricerca di una figura esperta dopo le dimissioni di Lina Souloukou. Un passaggio che, se confermato, rappresenterebbe una nuova sfida per Antonello, chiamato a guidare un progetto ambizioso in una realtà calcistica tra le più complesse d’Italia.

Intanto, l’Inter guarda avanti. Con Marotta alla guida unica, il club punta a consolidare il proprio percorso sportivo ed economico, in un momento delicato per il calcio italiano, segnato da incertezze finanziarie e riforme strutturali. La fine della struttura con due amministratori delegati, sperimentata negli ultimi anni, segna un ritorno a un modello più tradizionale, che potrebbe favorire una gestione più lineare e coesa.

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