Bergamo cede il primato, Trento in vetta nella qualità della vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Bergamo, che da anni si attestava saldamente ai vertici delle classifiche sul benessere, ha perso lo scettro nella 36esima edizione dell’indagine del Sole 24 Ore, scivolando al quinto posto. Un sorpasso, quello che vede ora Trento al primo posto e Bolzano al secondo, che non costituisce una novità assoluta ma conferma una tendenza ormai strutturale, la quale premia con costanza i territori alpini per la loro capacità di coniugare servizi efficienti, ambiente e dinamismo economico. La ricerca, un osservatorio fondamentale per fotografare le condizioni del Paese, si basa su un set di 90 indicatori statistici di fonti certificate, spaziando dalla salute alla sicurezza, dall'ambiente al mercato del lavoro, offrendo così una valutazione composita e articolata, lontana da letture semplicistiche.

Il quadro nazionale e i big player economici

A completare il podio, dopo le due province autonome, si piazza Udine, mentre il quadro generale continua a disegnare un’Italia spaccata in due, con il Centro-Nord a dominare la parte alta della graduatoria. Milano, che pure non eccelle in tutti gli ambiti, si riconferma incontrastata al primo posto nel capitolo “Affari e lavoro”, un dato che riflette il suo ruolo di motore finanziario e imprenditoriale; seguono, in questo specifico settore, altre grandi città come Bologna, Roma, Firenze e Torino, a testimonianza di come i poli urbani maggiori, nonostante le criticità legate alla vivibilità quotidiana, rimangano i luoghi dove le opportunità professionali si concentrano in maniera più evidente. Queste performance, tuttavia, non bastano a compensare gli squilibri in altri campi decisivi per il benessere complessivo, lasciando intravedere modelli di sviluppo differenti tra chi punta tutto sull’economia e chi, invece, cerca un equilibrio più armonioso tra progresso e qualità dell’esistenza.

La classifica dedicata alla condizione femminile

Uno dei capitoli più significativi dell’analisi è quello che misura la qualità della vita delle donne, costruito su 15 parametri specifici che vanno dal tasso di occupazione alle differenze retributive, dalla presenza in ruoli decisionali nelle imprese e nelle amministrazioni alla sicurezza. In questa speciale graduatoria, Perugia si è rivelata una piacevole sorpresa, aggiudicandosi il terzo posto nazionale e superando di gran lunga molte realtà tradizionalmente considerate più avanzate. Un risultato che porta alla luce dinamiche locali virtuose, spesso oscurate dai dati macroeconomici, mentre la stessa provincia umbra si posiziona al nono posto nella classifica generale. Non altrettanto bene fa, nello specifico indicatore femminile, Terni, che si colloca solo alla 45esima posizione, evidenziando come persino all’interno della stessa regione possano coesistere realtà profondamente diverse.

I miglioramenti e il caso della Valle d'Aosta

Tra i movimenti positivi dell’edizione 2025 spicca anche quello della Valle d’Aosta, il cui capoluogo registra un tangibile miglioramento nella percezione del benessere. Sebbene distanti dalle prime posizioni assolute, i progressi di Aosta, seppur contenuti, segnalano una tendenza in controtendenza in un quadro nazionale spesso stagnante, dimostrando che interventi mirati su servizi e infrastrutture possono produrre effetti misurabili. La classifica, nel suo insieme, rimane dunque uno strumento prezioso per leggere le disuguaglianze e le eccellenze del territorio, offrendo una fotografia che, se da un lato premia Trento per la sua capacità di mantenere standard elevati a 360 gradi, dall’altro racconta storie di resilienza e di cambiamento in centri minori, i quali talvolta riescono a costruire percorsi di benessere più inclusivi e sostenibili.

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