Silvi, vicesindaca aggredita in Comune: «Mani strette al collo»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Luciana Di Marco, vicesindaca di Silvi ed esponente di Fratelli d’Italia, ha raccontato di essere stata afferrata al collo dall’assessore all’Urbanistica Gianpaolo Lella, della Lega, durante un durissimo confronto politico all’interno della maggioranza comunale. Dopo l’episodio, avvenuto martedì sera in municipio, Di Marco si è recata in ospedale per accertamenti, descrivendosi sotto choc e ancora profondamente scossa. «Sento ancora le sue mani che mi stringono il collo», ha dichiarato, spiegando di non riuscire a smettere di piangere e ricordando la reazione delle figlie nel vederla in quelle condizioni. Lella non ha rilasciato dichiarazioni sulla ricostruzione della vicesindaca e il giorno successivo ha lasciato l’incarico di assessore.

Lo scontro durante la riunione della maggioranza

L’episodio si è consumato in un momento di forte tensione politica interna all’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Scordella. Il confronto si sarebbe acceso durante una riunione alla quale partecipavano i componenti della maggioranza, prima di degenerare nel contatto fisico denunciato dalla vicesindaca. Di Marco, dopo essere stata presa per il collo secondo la sua ricostruzione, si sarebbe rifugiata nell’ufficio del primo cittadino prima di lasciare il municipio e rivolgersi ai sanitari. Il sindaco ha definito l’accaduto un «episodio vergognoso» e ha espresso solidarietà alla sua vice, affermando che un comportamento lesivo della dignità della persona non può essere giustificato.

Alla base dello scontro, secondo quanto riferito dalla stessa esponente di FdI, ci sarebbero state due delibere diventate terreno di forte contrasto all’interno della coalizione. I rappresentanti provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati avevano predisposto una nota congiunta chiedendone il rinvio. La prima riguardava un rimborso di 7mila euro destinato al sindaco per le spese sostenute per partecipare alle giunte, essendo residente all’Aquila. La seconda interessava oltre 70mila euro di contributi collegati agli albi professionali di alcuni componenti dell’esecutivo. Proprio la richiesta di rinviare i provvedimenti avrebbe alimentato la discussione nella sala del municipio.

La disputa sui contributi e il riferimento alla frana

Di Marco ha spiegato che la seconda delibera interessava quattro liberi professionisti presenti nella giunta, tra i quali lo stesso titolare dell’Urbanistica, insieme a Giuseppina Di Giovanni, Beta Costantini e Alessandro Valleriani. La questione riguardava il versamento da parte dell’ente dei contributi annuali connessi alle rispettive iscrizioni professionali. La vicesindaca ha precisato che la richiesta aveva un fondamento, ma ha indicato nell’opportunità politica e nel momento scelto il punto della contestazione avanzata dai rappresentanti provinciali dei partiti. In particolare, la discussione veniva collegata alla fase dei ristori destinati agli sfollati di Silvi paese dopo la frana di Santa Lucia.

La posizione sostenuta durante la riunione era dunque quella di rinviare le due pratiche, non di negare in assoluto le somme rivendicate. Nel racconto della vicesindaca, il confronto si sarebbe ulteriormente acceso mentre lei stava illustrando proprio questa richiesta e intervenendo a tutela dei consiglieri. La disputa amministrativa sui provvedimenti si è così sovrapposta a tensioni politiche già presenti nella coalizione. Scordella ha successivamente parlato di uno «scollamento» nei rapporti all’interno della giunta e ha fatto riferimento anche alle interferenze degli organismi provinciali e regionali dei partiti, arrivando a non escludere provvedimenti sui singoli amministratori o un azzeramento dell’esecutivo.

Le dimissioni dell’assessore e la crisi politica in municipio

La conseguenza amministrativa immediata è arrivata attraverso una Pec inviata al primo cittadino e acquisita dall’Ufficio protocollo: il titolare dell’Urbanistica ha rassegnato formalmente le dimissioni. La Lega abruzzese ha condannato l’accaduto attraverso il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco, che lo ha definito grave e inaccettabile, sottolineando che il confronto politico non può degenerare quando coinvolge rappresentanti delle istituzioni. Anche Marilena Rossi, consigliera regionale e coordinatrice provinciale di FdI, ha espresso solidarietà alla collega e ha chiesto che venga fatta piena luce sulle responsabilità.

La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo ha espresso «profondo sconcerto», distinguendo esplicitamente un eventuale episodio di violenza fisica da una normale divergenza politica e sottolineando la particolare responsabilità derivante dal fatto che tutto sia accaduto in una sede istituzionale. Alla crisi si è aggiunto un ulteriore passaggio politico: nella successiva seduta del consiglio comunale la maggioranza non si è presentata. Le opposizioni hanno quindi occupato simbolicamente i posti riservati alla giunta, mostrando cartelli con la scritta «vergogna».

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